Verso la nuova generazione di WRC: dal 2023 anche le Rally 2 ibride

A darne notizia è stata la stessa FIA, che dopo aver annunciato la novità , ha chiarito che studierà insieme al proprio gruppo tecnico la soluzione migliore

Rally 2 ibride

Oliver Solberg e Aaron Johnston, Skoda Fabia Rally2 Evo - Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

L’ibrido nel motorsport continua a far discutere. Con la modifica ai regolamenti, così come successo in tante altre categorie del motorsport, dal 2022 vedremo le prime auto da rally con sistema propulsivo ibrido. Le nuove World Rally Car avranno il propulsore endotermico già in uso, ovvero un 1600 turbo, ma affiancato da un motore elettrico.

Le squadre da tempo stanno lavorando a stretto contatto con il nuovo fornitore dei componenti ibridi. La Fia infatti ha annunciato lo scorso Aprile che sarà Compact Dynamics il fornitore esclusivo di kit ibridi per le WRC per tre stagioni (dal 2022 al 2024). La società fornisce attualmente sistemi per la Formula 1, il WEC (World Endurance Championship) e la Formula E. Sarà un motore elettrico da 100 kW con batterie, derivato da uno già in uso nel motorsport. Il motore elettrico dovrebbe essere utilizzato durante i trasferimenti, in alcuni tratti specifici delle PS e nella Power Stage.

Le auto rimarranno a quattro ruote motrici, ma con un sistema di trasmissione più semplificato con cinque marce e senza differenziale centrale di tipo attivo. Le sospensioni saranno meno complesse e presenteranno una corsa delle ruote più breve e ammortizzatori, mozzi, supporti del mozzo e barre antirollio più semplici. Il raffreddamento a liquido dei freni non sarà più consentito e il serbatoio del carburante dell’auto sarà semplificato nella forma con una soluzione più economica.

Le nuove Rally 1, così verrà ribattezzata la categoria regina dei rally dal 2022, non saranno però le uniche a portare questo nuovo sistema integrato ibrido. Dal 2023 infatti arriveranno anche le Rally 2 Hybrid. Anche le attuali R5 verranno dotate di un sistema elettrico di spinta a bassa tensione da 48 volt, capace di offrire 10 cavalli in più alle auto.

A darne notizia è stata la stessa FIA, che dopo aver annunciato la novità , ha chiarito che studierà insieme al proprio gruppo tecnico la soluzione migliore che possa comprendere la nuova tecnologia a costi accessibili anche per i privati. Il gruppo di lavoro della Federazione Internazionale avrà appena undici mesi per presentare le proprie proposte che dovranno comunque essere vagliate dal Consiglio Mondiale.

Con il sistema ibrido, la Federazione sembra voler andare nella direzione della poca invasività sia dal punto di vista prestazionale (si pensa un’aggiunta di 10 cavalli ndr) sia dal punto di vista economico, dato che la maggior parte di queste vetture vengono gestite da team privati che corrono non solo nella massima serie iridata, ma anche nei campionati nazionali.