Simone Campedelli sul campionato rally in pista: “Non firmerò mai la morte dei rally”

Il pilota di Orange One Racing contro la proposta di correre un campionato di Rally Show in pista. “É innaturale, tanto vale correre nel GT”

simone campedelli

Con un breve post su Facebook Simone Campedelli chiarisce la propria posizione in merito alla nota che gira in questi giorni tra piloti, team ed addetti ai lavori nel mondo dei rally.

La nota di cui tanto si parla è quella prodotta e sottoscritta già da diversi team, che in queste ore sta facendo discutere non poco – e che propone di istituire – a causa dell’emergenza Covid-19 – in via speciale per il 2020 una sorta di Campionato di Rally Show, qual’ora non fosse possibile disputare regolarmente le gare su strada.

Le gare andrebbero appunto a disputarsi in pista, quindi snaturando quello che sono i rally. “Mi ritengo un rallista per cui non firmerò mai la morte dei rally dentro un circuito – ha detto il pilota di Orange 1 Racing -. Se volevo andare in pista correvo nel GT. Piuttosto cambierò mestiere ma non aderirò mai ad un idea di cosi tanta bassezza. Se non si può correre in strada aspetteremo. Lo vedo più rispettoso nei confronti di chi ora lotta fra la vita e la morte in questo momento. La fretta non ha mai portato buoni consigli. Viva i rally, quelli veri”.

Secondo Campedelli e molti altri tra piloti ed appassionati i rally in pista non possono definirsi completamente tali perchè vanno a snaturare quella che è la disciplina in se.

nido dell'aquila
Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #99, Orange1 M-Sport Rally Team) Foto Bettiol

“Mi è arrivato questo modulo di adesione da addetti ai lavori, io da pilota sono contrario. Questo è il mio parere, non vuol dire che non devono farlo dico solo che a me non piace e per questo non aderisco”, ha spiegato Campedelli raggiunto telefonicamente dalla nostra Redazione.

Come prevedibile ora si aprirà una discussione che probabilmente avrà termine soltanto dopo la fine di questa emergenza in Italia, tra chi vorrebbe comunque correre in pista per poter sostenere gli investimenti fatti e chi invece è contrario perchè andrebbe a snaturare una disciplina unica nel suo genere.