Kimi Antonelli campione del mondo a 20 anni: Max Verstappen vince il Gran Premio del Messico
Il pilota Mercedes è il più giovane iridato della storia e il primo italiano dai tempi di Ascari, 73 anni dopo. All’Autódromo Hermanos Rodríguez Verstappen precede Hamilton.
Kimi Antonelli si è laureato campione del mondo di Formula 1 a 20 anni e 68 giorni, diventando il più giovane iridato di sempre. Nel Gran Premio di Città del Messico, all’Autódromo Hermanos Rodríguez, la vittoria è andata a Max Verstappen davanti a 155.352 spettatori, che portano a 405.363 il totale delle presenze nel weekend.
Una giornata ricca di colpi di scena: al primo giro il contatto fra Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha tolto alla Ferrari la possibilità di vincere, Verstappen ne ha approfittato e ci sono state due Safety Car. Antonelli ha mantenuto i nervi saldi fino al titolo.
«Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta!», ha detto il pilota italiano in lacrime, primo connazionale a vincere il Mondiale dai tempi di Alberto Ascari, 73 anni fa. «Non sarei qui senza la Mercedes, senza la mia famiglia, quindi sono molto grato per questo momento: resterà per sempre.»
La gara
La corsa di 71 giri si è decisa nel lungo rettilineo che porta alla curva 1. Partito quinto, Verstappen ha portato la sua Red Bull in terza posizione alla prima staccata, poi ha approfittato del contatto alla curva 4 fra Hamilton e Leclerc, che è costato a quest’ultimo cinque secondi di penalità.
L’olandese è passato in seconda posizione, ha atteso il momento giusto e ha preso il comando all’inizio dei primi pit stop, dopo 27 giri. Alla ripartenza, dopo la bandiera rossa seguita al violento incidente della Cadillac di Valtteri Bottas al giro 46, ha tenuto dietro Hamilton.
«È stato molto movimentato là fuori, oggi, ma la prima partenza ha già fatto la mia gara. C’è un rettilineo così lungo verso la curva 1», ha spiegato Verstappen dopo la terza vittoria del 2026 e la 74ª in carriera in F1. «Qui la tradizione è sempre questa: in curva 1 ci sono due auto che lottano per la testa. Ho fatto un ottimo primo giro e poi abbiamo avuto una strategia un po’ diversa. Pensavo ci mancasse un po’ di ritmo, ma abbiamo fatto le scelte giuste al momento giusto. La penalità a Charles ci ha portato in testa e poi si vedeva che mi stavano sempre addosso. Alla fine sudavo per tenere dietro Lewis.»
Hamilton è arrivato secondo, combattivo ma deluso. «È stata una giornata dura», ha commentato il due volte vincitore in Messico. «Credo avessimo il ritmo per vincere oggi, ma non era destino.» Il britannico, partito dalla sua 105ª pole position in F1, ha almeno firmato il giro più veloce in 1’19″268, alla media di 195,468 km/h, al giro 50 mentre inseguiva Verstappen.
Hamilton ritiene che Leclerc dovesse essere punito più severamente. «Se vai lungo in curva 1, devi restituire la posizione», ha insistito. «L’anno scorso a me hanno dato 10 secondi di penalità per la stessa manovra che ha fatto lui, ma alla fine è stato proprio questo a farci perdere la vittoria oggi. Dobbiamo avere dei confronti seri dietro le quinte, di sicuro.»
Gli altri protagonisti
Sul podio c’erano tre campioni del mondo, e un quarto è rimasto deluso: Lando Norris ha dovuto accontentarsi del quinto posto, in una gara che aveva vinto l’anno scorso. La sua McLaren è rimasta intrappolata prima dietro la Mercedes di George Russell e poi dietro la Ferrari di Leclerc, rallentata da una gomma anteriore sinistra con un fondo piatto.
La seconda Safety Car è stata causata dalla Racing Bulls di Arvid Lindblad, finita contro il muro alla curva 2 dopo un contatto con la McLaren di Oscar Piastri. L’australiano, partito dalla 13ª posizione, ha chiuso settimo. Russell, penalizzato di 10 secondi per aver spinto fuori pista la Red Bull di Isack Hadjar al primo giro, ha comunque portato la seconda Mercedes al sesto posto.
Giornata positiva per l’Alpine, con Franco Colapinto ottavo e Pierre Gasly decimo, separati dalla Racing Bulls di Liam Lawson. Per Sergio Pérez il 300° Gran Premio è stato offuscato dall’incidente del compagno Bottas, dimesso dal Centro Medico poco dopo che la sospensione anteriore sinistra della sua Cadillac si era rotta, mandandolo contro le barriere alla curva 1. ‘Checo’ ha anche ricevuto cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane ed è stato l’ultimo dei 17 piloti all’arrivo.
Tra i 17 classificati c’è anche l’esordiente Ryo Hirakawa, pilota giapponese di 32 anni, tredicesimo al debutto in gara con la Haas al posto di Esteban Ocon.
Il titolo e il poster 2027
Per il Messico è stata una giornata storica, con il sesto titolo mondiale assegnato all’Autódromo Hermanos Rodríguez. «È stata una stagione incredibile e condividere questo podio con Max e Lewis è davvero incredibile: non vedo l’ora di altre battaglie in futuro», ha detto Antonelli. «Questo weekend mi sono sentito un po’ più teso, ma sono felicissimo che ce l’abbiamo fatta e ora possiamo goderci il resto della stagione. Grazie mille, Messico!»
Verstappen ha reso omaggio al nuovo campione: «È incredibile la stagione che ha fatto. Riuscirci a questa età è davvero impressionante. È bello vedere tutto il team festeggiare con lui, ovviamente. C’è anche la sua famiglia. Sono sicuro che sia una giornata molto emozionante per lui e sono molto orgoglioso di lui.»
L’ultima parola è stata di Hamilton: «Prima di tutto, guardate questo pubblico», ha detto sorridendo. «Dobbiamo riconoscere il loro merito, e grandissimi complimenti a Kimi e al team Mercedes. È bello vederli tutti quassù a festeggiare il loro successo. Il più giovane campione del mondo di sempre: è davvero fenomenale e sono molto grato di essere in gara per assistere a tutto questo.»
Durante il weekend è stato presentato anche il poster dell’edizione 2027, ispirato a un’altra grande passione messicana: la musica e il mariachi. L’opera accosta i movimenti sincronizzati di una banda di mariachi a quelli dei meccanici durante un pit stop, sottolineando il lavoro di squadra che è al centro del GP del Messico.
