Dakar in Marocco, Castera promette una sfida durissima dopo vent’anni di assenza dall’Africa

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Il direttore di gara ha ideato il percorso in quattro giorni e avverte: potrebbe essere più dura dell’edizione saudita. Previste anche due tappe in Portogallo.

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La Dakar in Marocco segnerà il ritorno della corsa in Africa il prossimo anno, dopo vent’anni di assenza. L’evento era in origine previsto in Arabia Saudita, ma l’escalation del conflitto in Medio Oriente ha costretto gli organizzatori a cambiare piani. La scelta è caduta sul Marocco, paese che Castera conosce bene, avendo ricoperto per otto anni il ruolo di direttore di gara del Rallye du Maroc.

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Un percorso da nord a sud

«Per me questa è senza dubbio la sfida più grande della mia carriera di organizzatore. Lo dico con assoluta sincerità», ha dichiarato Castera al quotidiano spagnolo AS. «Per fortuna conosco il Marocco estremamente bene. Disegnare il percorso non è stato molto difficile: mi sono bastati quattro giorni in ufficio e il tracciato era pronto.»

Castera ha sottolineato che i tempi di preparazione ridotti obbligano gli organizzatori a puntare su soluzioni già collaudate, con l’obiettivo di preservare comunque lo spirito tradizionale della Dakar. «Non voglio fare qualcosa che tutti fanno lì ogni domenica. Dobbiamo raccontare una storia e mantenere lo spirito della Dakar. Viaggeremo da nord a sud e poi torneremo verso le regioni centrali. Il risultato sarà una Dakar interessante, una vera Dakar con tanti chilometri.»

Oltre che in Marocco, la corsa farà tappa anche in Portogallo, con due frazioni. I concorrenti attraverseranno la Spagna prima di imbarcarsi su un traghetto, ma nel paese iberico non sono previste prove speciali.

Più dura dell’Arabia Saudita

Il direttore di gara ha avvertito che la Dakar in Marocco potrebbe rivelarsi ancora più impegnativa delle edizioni disputate in Arabia Saudita. «Sarà difficile per i concorrenti. Potrebbe essere persino più dura della Dakar saudita, perché il percorso è più tecnico, in alcuni punti in condizioni peggiori e con più rocce. In Marocco 500 chilometri di speciale equivalgono a 800 chilometri in Arabia Saudita, perché le condizioni sono completamente diverse. Chi riceverà una medaglia per aver concluso la gara se la sarà certamente guadagnata.»

Secondo Castera, il cambio di sede è stato concordato con l’Arabia Saudita all’inizio di ottobre, e prima di settembre gli organizzatori non avevano preparato alcun piano alternativo. Il trasferimento in Marocco è pensato come temporaneo: la Dakar dovrebbe tornare in Arabia Saudita nel 2028, per celebrare la 50ª edizione.

Il giallo Alonso

Restano aperti anche alcuni interrogativi sull’edizione del prossimo anno, a cominciare dalla possibile partecipazione di Fernando Alonso, due volte campione del mondo di Formula 1. Castera non ha confermato il coinvolgimento dello spagnolo, ma ha lasciato intendere che ci saranno altre sorprese. «Sinceramente non so se parteciperà. Al momento si trova in Messico. Ma ovviamente sarebbe fantastico se venisse. Ci saranno anche una o due altre sorprese.»

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