Hyundai Portugal non è ripartita per protesta: «Condizioni inaccettabili per i concorrenti del CPR»

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Dopo il guasto che ha fermato Lopes-Oliveira, il team ha rinunciato al Super Rally, denunciando fondi degradati e disparità rispetto agli equipaggi ERC

Hyundai Portugal

Team Hyundai Portugal non è ripartita al Rally 6 Cities North of Portugal per protesta contro le condizioni riservate ai concorrenti del Campionato Portoghese Rally. La squadra ha espresso il proprio «profondo malcontento» e, pur avendo la possibilità di rientrare con la formula del Super Rally, ha deciso di rinunciarvi.

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Hugo Lopes e Magda Oliveira erano stati costretti al ritiro nella seconda prova speciale per la rottura dei prigionieri di fissaggio di una ruota della Hyundai i20 N Rally2. L’equipaggio era stato chiamato all’ultimo momento per sostituire Gonçalo Henriques e Gonçalo Cunha, impossibilitati a partecipare per motivi di salute del pilota.

«I problemi meccanici fanno parte dei rally e, purtroppo, questa volta ci hanno impedito di continuare», ha riconosciuto Lopes. Il pilota ha ringraziato Hyundai Portugal e Sports & You per l’opportunità, esprimendo soddisfazione per la ripresa di Henriques e la speranza di ritrovarlo al Rally Vidreiro Centro de Portugal per concludere la stagione.

La rinuncia a ripartire è nata però da una contestazione più ampia. Hyundai Portugal ha criticato il fatto che gli equipaggi del campionato nazionale abbiano dovuto affrontare le speciali dopo tutti i concorrenti dell’Europeo Rally. Secondo la squadra, questo ha comportato il passaggio su fondi «profondamente degradati» e, in alcuni casi, senza poter beneficiare delle stesse condizioni di luce naturale.

Il marchio ha definito «inaccettabile che l’inserimento di una prova del CPR in una competizione europea determini disparità così evidenti», contestando la mancata garanzia di condizioni di gara equivalenti e costi d’iscrizione giudicati «insostenibili», soprattutto per i privati.

Hyundai Portugal ha indicato il Rally del Portogallo come esempio della possibilità di far convivere competizioni differenti senza penalizzare i partecipanti al campionato nazionale.

Da queste considerazioni è scaturita la decisione di non rientrare in Super Rally, come «segnale di protesta». Per la squadra, le condizioni riscontrate hanno rappresentato una «mancanza di considerazione per l’investimento e l’impegno di marchi, team, sponsor e piloti che partecipano al CPR».

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