Rally del Paraguay, Paddon sorprende tutti e chiude al comando il giro mattutino
Il neozelandese torna leader di una gara WRC per la prima volta dal 2018 e arriva al parco assistenza con 23”9 su Josh McErlean. Terzo Elfyn Evans, mentre una mattinata durissima mette fuori gioco Katsuta, Neuville e Ogier
Hayden Paddon (NZL), John Kennard (NZL) Of team HYUNDAI SHELL MOBIS WORLD RALLY TEAM seen during the World Rally Championship in Encarnacion, Paraguay on 29.08.2026 // Jaanus Ree
Il Rally del Paraguay non ha impiegato molto a mostrare il suo volto più selettivo. Dopo appena quattro prove speciali, tra forature, problemi meccanici e incidenti, la classifica è stata completamente stravolta e a presentarsi al comando al parco assistenza di metà giornata è stato Hayden Paddon.
Il neozelandese, alla sua prima partecipazione su terra ai massimi livelli del WRC da otto anni, ha sfruttato nel migliore dei modi una mattinata caratterizzata dai problemi degli avversari, ma ha anche saputo imprimere un ritmo importante quando ne ha avuto l’occasione.
Paddon ha chiuso il giro con 23”9 di vantaggio su Josh McErlean, mentre il leader del Mondiale Elfyn Evans occupa la terza posizione, appena 2”8 più indietro.
Quarto Sami Pajari, a 33”2 dalla vetta, mentre il beniamino di casa Diego Domínguez completa una sorprendente top five al volante della sua Rally2.
Solberg parte fortissimo
L’andamento della classifica sarebbe stato difficile da prevedere dopo le prime due speciali.
A partire con il piede giusto era stato infatti Oliver Solberg, immediatamente velocissimo con la Toyota. Sulla Cambyreta aveva preceduto Adrien Fourmaux di 3”1, per poi aumentare il proprio vantaggio sulla successiva Nueva Alborada.
Dopo due prove Solberg comandava così con 7”1 su Paddon, mentre Fourmaux occupava la terza posizione.
Nel frattempo, però, il Paraguay aveva già iniziato a presentare il conto ai protagonisti.
Katsuta e Neuville subito fuori
La gara di Takamoto Katsuta è durata appena un paio di chilometri. Il giapponese ha capottato la sua GR Yaris Rally1 nelle prime battute della prova inaugurale ed è stato costretto al ritiro.
Destino analogo per Thierry Neuville. Il belga è finito largo dopo un salto, danneggiando la sospensione posteriore sinistra della Hyundai. È riuscito comunque a raggiungere il traguardo perdendo quasi tre minuti, ma senza poter proseguire la gara.
Anche Sébastien Ogier ha vissuto una mattinata da dimenticare.
Una foratura alla posteriore sinistra gli era già costata 24”4 sulla SS1, ma la situazione è peggiorata sulla Nueva Alborada, quando il francese ha colpito un banco di terra rompendo un braccio della sospensione.
Ogier ha provato a effettuare una riparazione provvisoria e a prendere il via della successiva Yerbatera, ma il tentativo non è bastato: il cedimento della riparazione lo ha definitivamente costretto allo stop.
Yerbatera sconvolge la classifica
È stata la Yerbatera, con i suoi 33,88 chilometri, a trasformare completamente la graduatoria.
Il primo grande colpo di scena ha riguardato proprio Solberg. Dopo 5,7 chilometri, il motore della sua Toyota si è spento in frenata e non ne ha voluto sapere di ripartire.
Il pilota è rimasto fermo fino all’arrivo di alcuni spettatori, che sono riusciti a spingere la vettura permettendogli di riavviare il motore. Ma non era finita: poco dopo una lenta foratura alla posteriore destra lo ha costretto a fermarsi nuovamente per sostituire la ruota.
Il conto finale è stato pesantissimo: quasi quattro minuti persi e leadership svanita.
«Il motore si è spento in frenata e poi non sono più riuscito ad avviarlo. Ho dovuto aspettare che arrivasse qualcuno a spingere la macchina. Poi, improvvisamente, su un rettilineo abbiamo avuto una lenta foratura», ha spiegato Solberg.
Problemi per Fourmaux, Evans e Pajari
La Yerbatera non ha risparmiato quasi nessuno.
Adrien Fourmaux si è dovuto fermare per sostituire lo pneumatico anteriore sinistro dopo una delaminazione, lasciando sul terreno 1’27”9.
Anche Evans ha dovuto gestire per buona parte della speciale una gomma posteriore sinistra in fase di delaminazione, mentre Pajari ha accusato un problema analogo all’anteriore sinistra. Il finlandese stava inoltre già facendo i conti con una perdita d’acqua sulla sua Toyota.
Persino McErlean è arrivato al termine della prova con uno pneumatico che iniziava a deteriorarsi.
Paddon approfitta del caos e vola in testa
In mezzo a una vera e propria ecatombe, Paddon è riuscito invece a evitare i problemi più seri.
Il neozelandese non si è limitato a sopravvivere: sulla Yerbatera ha infatti realizzato il miglior tempo con ben 17”2 di vantaggio, passando dalla seconda posizione a una leadership decisamente più consistente.
Paddon ha poi affrontato senza problemi la breve prova dell’Autódromo Alfredo Scheid, raggiungendo il parco assistenza con 23”9 di margine.
Per lui si tratta di un risultato dal sapore particolare: non guidava la classifica di un rally del WRC dal Rally de Portugal 2018.
«Ho imparato nella vita che bisogna anche godersi un po’ questi momenti. È davvero speciale pensare di trovarsi nuovamente in questa posizione dopo tutto questo tempo», ha commentato Paddon. «Alcune circostanze hanno giocato a nostro favore, ma è davvero bello. Adesso dobbiamo resettare tutto, concentrarci e provare a fare lo stesso nel pomeriggio».
McErlean secondo davanti a Evans
Alle spalle del leader, uno dei grandi protagonisti della mattinata è stato Josh McErlean.
Il pilota M-Sport Ford ha adottato un approccio più prudente rispetto ad alcuni rivali e la scelta ha pagato: evitando i problemi più gravi, l’irlandese è riuscito a salire fino alla seconda posizione assoluta.
«È stata una buona mattinata e dobbiamo essere davvero soddisfatti. Ci aspetta un pomeriggio importante, quindi dobbiamo continuare così. Quando stai lottando per il podio nel WRC non è poi così male», ha scherzato McErlean.
Soltanto 2”8 separano McErlean da Evans, terzo.
Il gallese, costretto ad aprire la strada in qualità di leader del campionato, ha preferito non concentrarsi troppo sulla classifica dopo una mattinata in cui riuscire a evitare i guai è diventato quasi più importante della velocità pura.
«Non ho guardato molto la classifica generale. Stanno succedendo troppe cose. Ci sono così tante forature che è incredibile», ha ammesso Evans.
Pajari quarto, Domínguez fa sognare il Paraguay
Pajari occupa la quarta posizione, a 33”2 da Paddon e 6”5 da Evans, nonostante abbia dovuto gestire per buona parte della mattinata la perdita d’acqua sulla Toyota.
Ma a infiammare il pubblico di casa è soprattutto Diego Domínguez.
Il paraguayano ha sfruttato alla perfezione una mattinata difficilissima per le Rally1 e si è issato fino alla quinta posizione assoluta, a 1’29”5 dalla leadership di Paddon, risultando anche il grande riferimento tra le vetture Rally2.
Fourmaux è sesto dopo essersi parzialmente riscattato firmando lo scratch sulla super speciale che ha chiuso il giro mattutino.
Settima posizione per Jon Armstrong con la Ford M-Sport, nonostante un testacoda ad alta velocità e problemi ai freni sulla Yerbatera, mentre Gus Greensmith completa la top eight.
Il Rally del Paraguay ha quindi impiegato appena una mattinata per ribaltare ogni pronostico. Paddon ripartirà dall’assistenza da leader, ma con una gara che ha già dimostrato quanto velocemente possano cambiare gli equilibri.
