Tonino Tognana, l’incidente con l’auto dei commissari, le botte: l’incredibile Rally Costa Smeralda 1983

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Un portellone in fiamme, il botto improvviso: l’incredibile gara della O37 del campione trevigiano

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Tonino Tognana e Massimo De Antoni sulla Lancia 037 con la livrea "ibrida"

Nei rally, si sa, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Può capitare che per un ostacolo improvviso si butti all’aria una vittoria o un piazzamento importante. A volte va bene, altre volte no. Quello che capita a Tonino Tognana al Rally Costa Smeralda 1983 ha risvolti incredibili.

Il campione italiano in carica, dopo il titolo vinto sulla Ferrari 308 (ne parleremo ovviamente) è passato definitivamente alla 037, saggiata nelle ultime due gare del 1982, sempre sotto le insegne del Jolly Club. Il suo programma per il 1983 prevede la partecipazione ad alcune prove del campionato Europeo e a quattro prove del mondiale: Tour De Corse, Argentina, Acropoli e Sanremo. La conferma della partecipazione alle tre prove del mondiale fuori dall’Italia arriva al pilota proprio in Sardegna. In più è prevista la partecipazione anche  al Costa Smeralda dove la Lancia schiera ben 7 vetture: una ufficiale per Alen, tre del Jolly (Tognana, Biasion e Capone), due della Grifone (Tabaton e Cunico) una delle Tre Gazzelle (Cinotto). Alle sette Zero si aggiunge anche quella del francese Clarr.

Tognana è in forma e stacca nelle prime prove speciali tempi da podio, poi però è vessato da tanti problemi. Prima si rompe il suo sedile, poi il motore fa i capricci e infine sulla vettura divampa pure un incendio che costringe l’equipaggio a disfarsi del portellone posteriore in fiamme e a lanciarlo da un dirupo. Nonostante la disavventura, Tognana e De Antoni arrivano in assistenza e l’auto viene riparata. Come cofano posteriore ne viene montato uno della Totip (sponsor del Jolly Club) per cui per l’ultimo terzo di gara la 037 bianca Panasonic avrà una livrea mista.

Tognana riprende la gara al quarto posto assoluto con Capone, quinto, ormai distante. Non avendo nulla da perdere decide quindi di attaccare. Prova speciale numero 34 del Rally Costa Smeralda 1983: la 037, lanciata a velocità, affronta una curva sinistra “veloce S3 lunga apre” da terza marcia, cieca all’ingresso. La macchina  è in controsterzo con la coda verso l’esterno, ma improvvisamente Tognana si accorge che la strada è ostruita dalla Ford Escort apripista dei commissari di gara che si trova sul ciglio della strada a destra proprio nella traiettoria di uscita, lasciata lì dopo un incidente con una vettura di uno spettatore. L’impatto è inevitabile anche perchè nessuno, compresi i commissari di gara, si è premurato di avvisare i piloti del pericolo. La Lancia picchia con il lato destro sulla Escort, per fortuna dove vi è il rollbar e piroetta in aria ricadendo sulle quattro ruote. La Zero si presenta agli spettatori sventrata sul lato destro con De Antoni all’interno dell’abitacolo dolorante a un braccio. Tognana invece è illeso. Non appena si riprende dallo spavento scende dall’auto come una furia e si dirige verso i commissari di gara, colpendoli più volte. Nel frattempo giunge anche Capone che si mette a piangere per il caos e la prova viene annullata.

La vettura nonostante sia sventrata e con il telaio piegato è comunque marciante pertanto i piloti arrivano all’assistenza dove i meccanici fanno l’ennesimo miracolo rimettendola nelle condizioni di proseguire il rally. De Antoni, che ancora non sa di avere un braccio rotto, riceve una iniezione di antidolorifico ed è  legato al sedile per proseguire la gara. Sarà pertanto lo stesso Tognana ad occuparsi di timbrare ai controlli orari con l’ausilio di Gigi Pirollo, che naviga Capone e che parte alle loro spalle. Alla fine i due nonostante tutto quello che gli è capitato, concluderanno il rally al quinto posto, cedendo il quarto posto a Capone, in lotta per il tricolore, solo su ordine di Fiorio.

Tuttavia le vere conseguenze del botto con la Escort arrivarono dopo. Venti giorni dopo è in calendario  il Tour De Corse, gara a cui Tognana deve partecipare. Il pilota però decide di non prendervi parte senza il fedele D’Antoni. Il rally delle 10.000 curve è già di per sé molto difficile per un debuttante, per cui preferisce non partecipare con un navigatore nuovo. Ovviamente per Tognana il problema riguarda il Tour de Corse, non le altre gare del mondiale. Fiorio però non la pensa allo stesso modo: il rifiuto di Tognana non è visto di buon occhio da Cesare visto che era già pianificato. Affida pertanto l’auto a Vudafieri e inoltre fa saltare a Tognana anche il rally di Argentina e l’Acropoli. Quell’ostacolo improvviso pertanto costò a Tognana ben tre gare e addirittura del Mondiale. E ci furono strascichi anche al Sanremo, ma quella è un’altra storia.

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