Henry e Sergio perché? Trentasei anni dopo ci si interroga ancora sulla tragedia in Corsica

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A distanza di tutti questi anni Henri e Sergio sono ancora indimenticabili per le loro gesta. E questo alla fine è quello che conta

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Henri Toivonen e Sergio Cresto

Oggi sono 36 anni che Henri Toivonen e Sergio Cresto ci hanno lasciato. Si sono scritti fiumi d’inchiostro sulle gesta dei due, sull’incidente, sulla gara, sui mostri del Gruppo B. Riuscire a capire il perché, in realtà è un’ impresa impossibile: nessuno saprà mai cosa accadde veramente, perché la S4 uscì di strada in una curva apparentemente senza difficoltà. Ho deciso di mettere mano al mio grande archivio (libri, monografie, riviste) per raccogliere in un unico pezzo alcune delle ipotesi e delle opinioni raccolte in tutti questi anni.

L’incidente fatale accade alle 14.58 del 2 maggio 1986 in una curva a sinistra che segue un breve rettilineo: la S4 non riesce a fare la curva, ma esce di strada sul lato destro e finisce circa tre metri sotto il livello stradale tra le piante. Nell’urto si rompono i serbatoi della benzina che fuoriesce e venendo a contatto con gli scarichi roventi prende immediatamente fuoco. Il resto è noto.

Si è parlato di una nota sbagliata di Cresto, di un errore o di un malore di Henri e infine di un guasto meccanico. Partiamo da un presupposto: Henri aveva l’influenza, è vero. Ma non si trovava in condizioni tali da non potere guidare la macchina. È pur vero che stiamo parlando di una Gruppo B in configurazione asfalto e di un rally difficilissimo come quello di Corsica dove si guida quasi in apnea. Ma se stai davvero male, non domini fino ad acquisire quasi tre minuti di vantaggio sugli inseguitori. Al momento dell’incidente (prova speciale numero 18, ndr) Toivinen non aveva più alcuna necessità di forzare ancora il ritmo. Doveva solo gestire. Salvo imprevisti il rally ormai era nelle sue mani, visto che aveva 2 minuti e 45 secondi su Saby. Rohrl dichiarò che Toivonen stava assumendo dei farmaci in quella gara, ma si tratta con probabilità di anti-influenzali. Chi era presente al parco assistenza dice chiaramente che il finlandese non stava male. KiKKi Kiwimaki, storico navigatore di Alen (su Rallysprint – Il ricordo di Marco Giordo) garantisce che Toivonen fosse in condizioni perfette. Anche il grande Guido Rancati (L’anno del big Bang per Autosprint) racconta di un Henri in buone condizioni fisiche e anche del famoso episodio che viene spesso citato da chi sostiene che Toivonen stesse poco bene: lo scambio di auto al momento di lasciare l’assistenza. Semplicemente la sua auto, ormai pronta, era stata spostata e il suo posto preso da una delle vetture dei compagni di squadra. Henry semplicemente non si era accorto del numero diverso sulla portiera. 

Come detto vi sono varie teorie al riguardo perché fare una ricostruzione ufficiale è impossibile. Dell’auto bruciata rimase solo il telaio (che anni dopo sparì), la Lancia non fece mai una dichiarazione ufficiale, lo stesso la Fia. Anche le indagini della polizia non cavarono un ragno dal buco. Cesare Fiorio sul punto non è mai andato oltre perché la cosa gli provoca un serio dolore. Per lui si è trattato di una tragica fatalità. Sulle possibili cause è chiaro: “Non abbiamo mai saputo con certezza il perché” (intervista riportata su Autosprint Gold Collection – CesaRe delle corse). Anche Ninni Russo, storico uomo Lancia sui campi di gara, parla solo di fatalità ed anzi parla di accanimento quando qualcuno cerca di appurarne le cause (Grace maggio 2011).

Tra i fautori della teoria dell’errore umano c’è sicuramente uno dei  mostri sacri dei rally di quel periodo e campione del mondo 1985: Timo Salonen. In una intervista rilasciata anni fa a Manrico Martella per Rallysprint parla di un probabile errore del pilota. Racconta che in quel tratto di PS in discesa vi erano tre curve simili e che le note imponevano di fare in pieno il rettilineo e poi di rilasciare. Salonen è convinto che Henri fece la terza delle tre curve senza rilasciare l’acceleratore, ma in pieno. Da qui l’uscita di strada. Errore di guida di Henri (o di Sergio alle note) per l’asso finlandese.

Diversi tra piloti, meccanici e addetti ai lavori propendono invece per un guasto meccanico alla S4. È sicuro che durante quel rally le Lancia hanno avuto problemi ai freni. E un guasto all’impianto frenante è il maggior indiziato: i familiari di Toivonen, con suo fratello Harri in testa, non hanno dubbi al riguardo. L’auto ebbe un guasto ai freni, Henri quindi non potè frenare prima della famosa curva a sinistra. Durante i test in effetti diverse volte il pedale dei freni ebbe problemi e l’auto non frenava. O forse rimaneva con l’acceleratore bloccato. Al riguardo sono molto interessanti alcune dichiarazioni rilasciate da Cerrato nel libro “La danza dei piedi veloci” di Luca Delli Carri. Ebbene Dario dichiara che l’incidente potrebbe essere stato causato da un guasto alla sospensione o da un ostacolo improvviso. Poi però aggiunge un particolare interessante: durante le prove del rally di Aosta la sua S4 restò accelerata. Aggiunge infatti che la S4 aveva il fondo corsa saldato al pedale perché il pianale era in carbonio e che era stata scelta questa soluzione per evitare di bucare il pianale. A forza di pestare il pedale, però, accadde che il carbonio si crepò e la rondella del fondo corsa rimase agganciata nel carbonio ormai crepato con quindi il pedale dell’acceleratore bloccato a fondo corsa. Per sua fortuna riuscì a spegnere la macchina e si salvò da un sicuro incidente. Non esclude quindi che possa essere successo questo. Della possibilità che si sia bloccato il pedale dell’acceleratore ne parla anche  KiKKi Kiwimaki, storico navigatore di Alen (sempre su Rallysprint – Il ricordo di Marco Giordo). Miki Biasion invece smentisce questa teoria: ammette che vi era un bullone che arrestava il fondo corsa del pedale, ma esclude che possa avere bucato la lamiera (non parla di carbonio) ed essersi incastrato (Grace maggio 2011). Anche il meccanico Renzo Chiaravallo (Autosprint – Sempre nei nostri cuori di Sergio Remondino) sembra escludere la possibilità del guasto ai freni: racconta che all’assistenza prima della prova speciale i freni furono controllati e cambiate le pastiglie e che Henri non lamentò guai ai freni.

Altra teoria è quella di un guasto alla sospensione: la racconta Marco Cairati nel suo libro Toivo. La testimonianza proviene da un giornalista che preferisce rimanere anonimo. Ebbene dopo che la vettura fu portata via, o meglio quello che ne restava, lui raccolse un pezzo di sospensione tranciato di netto che si trovava a distanza rispetto alle fiamme. Ritornato sulla sede stradale si accorse pure che accanto alle ai segni della sbandata vi era sull’asfalto un solco bianco, lasciata probabilmente da un pezzo metallico. Che la sospensione abbia ceduto e l’auto sia divenuta ingovernabile? 

Per farvi una idea su questa teoria vi lascio un link di YouTube con un video di Alen al Rally Legend di San Marino alla guida di una S4 che è vittima di un cedimento improvviso della sospensione anteriore. Dopo 36 anni le cause dell’incidente rimangono ancora un mistero, ma cosa importa alla fine? L’unica cosa importante è che a distanza di tutti questi anni Henri Toivonen e Sergio Cresto siano ancora indimenticabili per le loro gesta. E questo alla fine è quello che conta.

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