Targa Florio 2021, che spettacolo i tornantini di Sclafani Bagni

Il fascino della 105esima edizione della Targa Florio passa dai tornantini di Sclafani Bagni. Dal 1991 ad oggi, quanto spettacolo

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Gli storici tornantini di Sclafani Bagni visti dall'alto

Inizia il conto alla rovescia per piloti, addetti ai lavori e appassionati, in vista della 105esima edizione della Targa Florio. La storia che lega la Targa agli amanti dei rally, è un legame indissolubile. Da quest’anno tornano anche i gloriosi tornantini di Sclafani Bagni. Una serie di curve in sequenza, che hanno scritto la storia di questo rally e che quest’anno segneranno la prima prova speciale, la Power Stage, che sarà trasmessa in diretta tv.

Stando al nostro amico lettore Mario Fatta, conosciuto in ambiente rallistico con il nomignolo di Mario Targa, la prima apparizione delle vetture da rally sui tornantini di Sclafani Bagni risale all’edizione 1975. Facciamo un salto nel tempo. Correva l’anno 1991, erano gli anni del dominio delle Lancia Delta Integrale 16v e quell’edizione fu vinta da Piero Longhi, seguito dall’altra Lancia Delta di Piergiorgio Deila. Sul gradino più basso del podio c’era Andrea Aghini, a bordo della Peugeot 405 MI16.

Quest’anno invece, per la prima volta nella storia della Targa, così come già accaduto in altri appuntamenti del campionato italiano rally, ci saranno le tanto attese WRC Plus, due Hyundai guidate da Thierry Neuville e Ole Christian Veiby, che porteranno sulle strade del mito le vetture impegnate nel campionato del mondo.

Come già detto i tornantini di Sclafani tornano quest’anno nel campionato italiano e saranno la prima prova che disputeranno i piloti. Una speciale di soli 2 chilometri che assegnerà i primi punti, con insidie ad ogni tornante, dove sbagliare è un attimo. L’asfalto è molto scivoloso, stretto e sconnesso. Una distrazione, un’esitazione e si rischia di girarsi e perdere così secondi preziosi.

La 105esima edizione de “La Cursa” è ai nastri di partenza. La leggenda continua sulle orme lasciate dalla lungimiranza di Vincenzo Florio che all’alba del 6 maggio 1906 diede il via al mito. Seppur con formula ridotta e senza il suo appassionato pubblico per via delle limitazioni dovute alla pandemia, la Targa continua ad appassionare in tutto il mondo. E quest’anno tornerà ad assaporare aria di mondiale con le “bestie” del WRC. Perché correre e vincere sulle strade della Targa, ha qualcosa in più, di unico, di ineguagliabile. “Continuate la mia opera – disse Vincenzo Florio – perché l’ho creata per sfidare il tempo”. Buona Targa Florio a tutti.