Nodo quote di iscrizione: se il rally non si disputa giusto restituirle?

Sono tante le gare annullate quest’anno e tanti i concorrenti in attesa di sapere cosa se hanno diritto alla restituzione o no

Trofeo Aci Como iscrizione rally

Cosa succede quando si paga per un servizio e questo non viene reso? Nel commercio, solitamente viene restituita la somma pagata per quel servizio. Nei rally però, le cose sono diverse. E forse la Federazione dovrebbe intervenire. È successo la prima volta quest’anno al Rallye di Sanremo. La gara non è stata disputata e gli organizzatori hanno deciso di restituire una parte della quota di iscrizione, al netto delle spese sostenute, trattenendo in questo modo il 60 per cento circa della quota versata.

Eravamo presenti al Rallye Sanremo e sappiamo benissimo che quanto accaduto in quei giorni (parliamo di meteo), sia stato un evento straordinario e catastrofico, che ha messo in ginocchio la regione Liguria e non solo, ma di certo, non possono essere i concorrenti a rimetterci. Se quanto accaduto in Liguria ci lascia con l’amaro in bocca, ecco che quanto invece accaduto al Tuscan Rewind, ci lascia sbalorditi ed increduli. Come vi abbiamo raccontato qualche mese fa, non sono state poche le difficoltà riscontrate dagli organizzatori per mettere in piedi le gare di rally quest’anno, anche per la differente interpretazione dei Prefetti, che hanno concesso o negato gli svolgimenti di gare, in base alle loro valutazioni del caso.

Al Tuscan Rewind 2020, superate delle difficoltà, tutto sembrava andasse per il verso giusto, quando sono sorti i problemi del parco assistenza e dello shakedown, che si sono risolti spostando il parco a circa 50 chilometri di distanza e confermando lo shakedown. È rimasto però il problema dei test collettivi che si sarebbero dovuti svolgere il mercoledì prima della gara e che sono stati annullati solo il giorno prima. Certo, è vero che il problema non è dipeso dagli organizzatori, ma per questioni di autorizzazioni causa Covid-19 negate all’ultimo minuto. Ma è pur vero che non possono essere i piloti a pagarne le conseguenze in pieno.

Ecco perché forse la quota di iscrizione ai test (circa 1.000 euro), andrebbe restituita, magari come fatto a Sanremo, visto che il “servizio” non è stato reso. Abbiamo provato a contattare più volte l’organizzatore dei test, ma senza ricevere mai risposta al telefono. Mentre la stessa organizzazione, ha risposto attraverso una mail ad un pilota – che chiedeva la restituzione della quota – spiegando che “la tassa di iscrizione non è restituibile in quanto non effettuati (i test ndr.) non per causa organizzativa ma bensì causa Covid”. Ora, forse, dovrebbe essere compito della federazione dettare delle linee guida, per evitare che, in futuro, episodi simili possano ripetersi. Sono tante le gare annullate quest’anno e tanti i concorrenti in attesa di sapere cosa se hanno diritto alla restituzione o no.