Porto Cervo Racing alla finale di Lucca con tre equipaggi dopo il Rally dei Nuraghi e del Vermentino

0

Terzo posto tra le scuderie e primo sodalizio sardo al Rally dei Nuraghi e del Vermentino. Qualificati Siddi-Corda, Lorrai-Murgia e Lilliu-Piras, questi ultimi vincitori di classe in Sardegna e Toscana.

Porto Cervo Racing alla finale di Lucca con tre equipaggi dopo il Rally dei Nuraghi e del Vermentino

Porto Cervo Racing ha chiuso il Rally dei Nuraghi e del Vermentino con un risultato di rilievo nella classifica riservata alle scuderie: terzo gradino del podio e primo posto tra le realtà sarde. Il sodalizio smeraldino era protagonista del penultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra con i propri portacolori, impegnati sulle prove speciali della Gallura e del Monte Acuto.

Aggiungi Rally Time alle tue Fonti preferite su Google
AGGIUNGI

La ventitreesima edizione della gara, articolata su dieci prove speciali, ha messo di fronte ai concorrenti un percorso reso particolarmente selettivo dalle condizioni meteorologiche.

Coppa di Zona e finale nazionale

Il bilancio stagionale della scuderia è reso ancora più significativo dall’esito della Coppa Rally di Zona, chiusa da Porto Cervo Racing al vertice della classifica dei sodalizi, a pari punti. Un risultato che conferma competitività e continuità di rendimento, accompagnato dalle vittorie di classe di tre equipaggi, che hanno così ottenuto il diritto di partecipare alla Finale Nazionale della Coppa Italia Rally, in programma il 14 e 15 novembre nell’ambito della 61ª Coppa Città di Lucca.

A rappresentare la scuderia saranno Auro Siddi e Marco Corda, Mirco Lorrai ed Eleonora Murgia, Pietro Lilliu e Silvia Piras.

I risultati degli equipaggi

Il migliore tra i portacolori in classifica assoluta è stato l’equipaggio formato da Auro Siddi e Marco Corda, quindicesimo su Skoda Fabia Evo in un confronto di alto livello tecnico, con i principali protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra. Nella classe Rally4 terzo posto per Mattia Ricciu e Giovanni Maria Mazzone su Peugeot 208, sesti Gabriele Angius e Stefano Achenza, sempre su Peugeot 208, e decimi Roberto Cocco e Giuseppe Maccioni, anch’essi su Peugeot 208 Rally4.

Un altro podio è arrivato dalla classe Rally5, dove Mirco Lorrai ed Eleonora Murgia hanno chiuso al terzo posto con la Renault Clio, mancando la seconda piazza per appena sei decimi di secondo.

Vittoria nella classe RS 1.6 per Pietro Lilliu e Silvia Piras su Citroën C2 VTS: per loro è il primo trofeo con i colori del sodalizio. Nel corso della stagione l’equipaggio ha vinto la propria classe in due diverse Coppe Rally di Zona, quella della Sardegna e quella della Toscana, confermando la propria competitività anche nel 2026. Lilliu e Piras utilizzano da anni la loro partecipazione alle gare per promuovere il messaggio ‘stop alla violenza sulle donne’, trasformando l’attività sportiva in uno strumento di sensibilizzazione.

Epilogo sfortunato per Giorgio e Federico Cellino, esclusi dalla classifica per un intervento esterno durante la sostituzione di uno pneumatico: alcuni spettatori hanno prestato aiuto con le migliori intenzioni, ma ne è derivata una conseguenza regolamentare che ha impedito all’equipaggio di concludere la gara. Si sono invece ritirati Giovanni e Manuel Pileri, su Peugeot 106 di classe N2, fermati nell’ottava prova speciale da una toccata. Per Manuel Pileri si trattava dell’esordio assoluto sul sedile destro.

Il bilancio del Rally dei Nuraghi e del Vermentino consegna dunque a Porto Cervo Racing una vittoria e due podi di classe. A questi si aggiungono i risultati della stagione, con tre equipaggi qualificati alla finale nazionale della Coppa Italia Rally e una presenza costante ai vertici della sfida tra scuderie nella Coppa di Zona.

Le parole del presidente

Il presidente Mauro Atzei ha commentato: «Anche quest’anno i nostri ragazzi hanno saputo distinguersi nella Coppa Rally di Zona, regalandoci risultati importanti e grandi soddisfazioni. Come Porto Cervo Racing continuiamo a confermarci, da oltre ventisette anni, tra le realtà più competitive e rappresentative del rallismo sardo, con una presenza e una credibilità riconosciute anche a livello nazionale. Ma c’è qualcosa che, personalmente, mi rende ancora più orgoglioso dei risultati sportivi: sono i valori delle persone che fanno parte della nostra grande famiglia. I nostri equipaggi affrontano ogni gara con passione, sacrificio, umiltà, rispetto degli avversari e autentica sportività. È questo lo spirito che abbiamo sempre cercato di trasmettere e che, dopo tanti anni, continua a rappresentare la nostra vittoria più bella. Perché vincere una gara è una grande emozione, ma essere vincenti nella vita, nei comportamenti e nei valori che si riescono a trasmettere agli altri è qualcosa che vale molto di più».

Atzei ha proseguito: «In oltre 27 anni di attività abbiamo vissuto successi, delusioni, vittorie e momenti difficili, ma non abbiamo mai smesso di credere che lo sport debba essere anche uno straordinario strumento di crescita umana e sociale, e stare sempre vicino ai piloti e al motorsport anche con rinunce forti come quella di non organizzare quest’anno il Rally Terra Sarda. La sicurezza stradale, la solidarietà, la cultura del dono, l’attenzione verso le persone con disabilità e l’impegno nel sociale non sono mai stati per noi semplici slogan, ma principi che abbiamo cercato di trasformare in iniziative concrete, dentro e fuori dai campi di gara. Ed è ancora più bello quando questi valori vengono condivisi e portati avanti spontaneamente dai nostri ragazzi. Penso, in particolare, a Pietro Lilliu e Silvia Piras, che oltre agli straordinari risultati sportivi continuano a utilizzare la loro passione per i rally per diffondere un messaggio importante come quello contro la violenza sulle donne. Il loro impegno ci rende particolarmente orgogliosi, perché dimostra come lo sport possa diventare anche un’occasione per sensibilizzare, educare e trasmettere messaggi positivi. A loro, come a tutti i nostri equipaggi, va il nostro grazie più sincero».

E ancora: «Una scuderia non si misura soltanto dai trofei che conquista, ma soprattutto dalle persone che riesce a unire, dai valori che difende e dall’esempio che lascia. È questo il significato più profondo della Porto Cervo Racing. Una grande famiglia nella quale l’amicizia, il rispetto, la solidarietà e la passione vengono prima di qualsiasi classifica. E se dopo oltre ventisette anni siamo ancora qui, con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di crescere, credo che questa sia già la nostra vittoria più importante. Complimenti a tutti i nostri ragazzi. Siamo orgogliosi di voi, sempre, indipendentemente dal risultato. Perché, per noi, essere Porto Cervo Racing significa soprattutto questo».

Rispondi