WRC27, verso una nuova era con nove progetti in cantiere e il ritorno di marchi leggendari

0

Tra ritiri eccellenti e nuovi regolamenti, il WRC prepara la rivoluzione 2027 con nove progetti in sviluppo e grandi ritorni

FIA wrc27

Con il recente annuncio del ritiro temporaneo di Ott Tänak, deluso dalla scarsa competitività di Hyundai e senza prospettive di miglioramento per il 2026, e poche settimane dopo la conferma della partenza di Kalle Rovanperä verso altre discipline, il WRC ha subito due duri colpi consecutivi. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)

<
Aggiungi Rally Time alle tue Fonti preferite su Google
AGGIUNGI

La categoria WRC1 resta estremamente spettacolare, ma la sfida tra Toyota e Hyundai è ormai diventata totalmente squilibrata: 12 vittorie a 1 per i giapponesi, una vera e propria umiliazione per il costruttore coreano. Quanto a Ford, la Puma M-Sport è completamente superata: anche con un campione del mondo al volante, la Casa dell’Ovale non sarebbe più in grado di vincere. Per M-Sport, il rally è ormai un business: niente sviluppo, ma solo il noleggio – a cifre elevate – delle WRC1 a piloti gentleman facoltosi come Jourdan Serderidis o, il mese prossimo in Arabia, al campione dei raid Nasser Al-Attiyah.

Ridurre il numero di rally!

Nel 2026, la situazione rischia di trasformarsi in una Coppa Toyota. Anche se in casa Hyundai si cerca di salvare il salvabile, tra limitare i danni e tornare competitivi per Thierry Neuville e Adrien Fourmaux la differenza è enorme. Il budget destinato al WRC è oggi più limitato rispetto a due anni fa. In questo contesto, l’arrivo di Nikolay Gryazin – uno dei pochi in grado di tenere testa a Solberg in WRC2 – potrebbe fare la differenza. Se i veterani della casa come Dani Sordo, Andreas Mikkelsen o Esapekka Lappi restano opzioni possibili, forse sarebbe il momento di rischiare e dare una chance al russo, sempre che non abbia già firmato con Stellantis al fianco di Yohan Rossel.

Uno dei principali problemi attuali del WRC è il rapporto costi/benefici. Se i rally continuano ad attirare pubblico a livello locale, a livello mondiale l’interesse è in calo. E la volontà di Red Bull – promotore del campionato – di ritirarsi non rassicura nessuno. Le sale stampa sono sempre più vuote e si possono contare sulle dita di una mano i giornalisti che seguono ancora regolarmente il mondiale.

Rally più autentici: sprint, maratone, notturni

La disciplina, tuttavia, resta molto amata dai fan. Basterebbe poco per riaccendere l’interesse. Primo passo, e anche il più efficace per ridurre i costi: limitare il calendario a dieci appuntamenti su quattro continenti, organizzati a rotazione. Ma la FIA sembra preferire aumentare il numero di gare.

Poi servirebbero rally meno standardizzati. Si erano promessi eventi più vari, più lunghi, con il ritorno dell’atmosfera notturna, ma di tutto questo si è visto ben poco.

Infine, dopo l’abolizione dell’ibrido a inizio anno, il regolamento WRC27, pubblicato un po’ in ritardo, sembra comunque attirare l’interesse di molti costruttori: sarebbero già nove i progetti in fase di studio. Anche se all’inizio sarà necessario trovare un equilibrio tra Rally2 e WRC27, il cosiddetto regolamento “Hypercar del rally” sembra aver preso piede.

Nove progetti WRC27 sul tavolo

A forza di rinvii, Hyundai rischia di non essere pronta per il 2027 con la nuova regolamentazione. Tuttavia, il costruttore coreano, che continuerà a correre in WRC1 nel 2026, avrebbe deciso di proseguire l’impegno nel rally parallelamente al programma Hypercar. L’idea sarebbe di competere nel 2027 e 2028 con un’evoluzione della sua Rally2, approfittando dell’equivalenza tecnica che verrà stabilita con le nuove WRC27.

Un approccio simile a quello di Lancia, che debutterà in Rally2 nel 2026 e pare stia già lavorando a una WRC27 che dovrebbe essere pronta per il Rallye Monte-Carlo 2028.

Anche Škoda sta sviluppando la propria WRC27, mentre si parla sempre più insistentemente del ritorno di Subaru, marchio giapponese leggendario nel mondo dei rally. Il telaio sviluppato da Prodrive, inizialmente mostrato con una carrozzeria Dacia, potrebbe infine adottare la forma di un’altra vettura del gruppo.

Si muove qualcosa anche in Spagna, e un altro preparatore – che preferisce restare anonimo – sta lavorando per presentare il proprio progetto entro la fine dell’anno. M-Sport Poland avrebbe ricevuto l’incarico di studiare un progetto WRC27, anche se per Ford resta aperta anche la pista Rally2.

Insomma, la disciplina è lontana dall’essere morta. Anche se il condizionale resta d’obbligo, i progetti non mancano, e nel 2027 dovremmo rivedere più di tre marchi lottare per la vittoria. Al momento, Toyota sembra l’unico costruttore certo di essere pronta per l’inizio della nuova era regolamentare.

In totale, nove progetti WRC27 sono oggi tra il tavolo da disegno e i primi prototipi, e uno di essi potrebbe già essere su strada entro la fine di quest’anno.

Anche se solo cinque di questi dovessero concretizzarsi, sarebbe comunque sufficiente per garantire un futuro solido e competitivo al mondiale rally. A patto, però, che la commissione rally FIA prenda decisioni sensate e non continui ad aggiungere rally al calendario.

Rispondi