Rally di Svezia, allarme sui conti: secondo la stampa locale la società rischia il fallimento

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Värmlands Folkblad riferisce di un passivo di circa 1,5 milioni di euro e fondi del 2027 già utilizzati per coprire debiti precedenti

Takamoto Katsuta

Takamoto Katsuta (JPN) and Aaron Johnston (IRL) of team TOYOTA GAZOO RACING WRT compete during the second stop of the World Rally Championship in Umea, Sweden on February 15, 2026

Secondo quanto riportato dal quotidiano svedese Värmlands Folkblad, Rally Sweden AB, la società che organizza il Rally di Svezia, sarebbe sull’orlo del fallimento. Negli ultimi anni il Comune di Umeå ha assegnato alla manifestazione contributi per milioni di corone, sostenendone la sopravvivenza. Per diverse stagioni, tuttavia, i finanziamenti destinati al rally sarebbero stati utilizzati per coprire le perdite dell’edizione precedente.

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Dopo diversi esercizi in perdita, i revisori sono intervenuti ponendo fine a questa prassi. Rally Sweden AB ha registrato un passivo di circa 16 milioni di corone svedesi, equivalenti a circa 1,5 milioni di euro. Secondo il quadro delineato da Värmlands Folkblad, sarebbe a rischio la sopravvivenza stessa della manifestazione, disputata dal 1950.

La situazione è stata duramente criticata da Peggy Dicksdotter Hermansson e Janne Rydh, che si sono dimessi dal consiglio di amministrazione della società e hanno lasciato anche il consiglio della Federazione automobilistica sportiva svedese, la SBF.

«È diventato evidente che non eravamo capaci di gestire delle società. Semplicemente non avevamo competenze sufficienti. Lo dimostrano anche i numeri dei bilanci. Un deficit di 16 milioni di corone per il Rally di Svezia è del tutto irragionevole», ha dichiarato Dicksdotter Hermansson al quotidiano.

Secondo la dirigente, le perdite del rally sarebbero state coperte per anni attraverso risorse della federazione.

«La federazione rappresenta 16 discipline motoristiche. È un’organizzazione sportiva e non si può favorire una disciplina facendo pagare i suoi costi alle altre. Da qualche parte bisogna porre un limite».

Anche la governance della società sarebbe in difficoltà: secondo quanto riportato, le continue uscite avrebbero lasciato l’amministratrice delegata Anna Nordqvist come unica componente rimasta nel consiglio.

Intanto, il nuovo calendario WRC ha confermato la collocazione del Rally di Svezia come secondo appuntamento della prossima stagione, nel tradizionale periodo di febbraio.

«Il lavoro per il rally dell’anno successivo è iniziato non appena si è conclusa l’edizione precedente. Abbiamo molte novità interessanti in preparazione per il 2027. Non vediamo l’ora di raccontarvele», ha dichiarato Nordqvist in una nota.

I contributi futuri utilizzati per pagare i vecchi debiti

A destare particolare preoccupazione nel motorsport svedese è la gestione dei finanziamenti concessi dal Comune di Umeå.

La città sostiene la manifestazione con circa 14,5 milioni di corone all’anno, erogati anticipatamente in tre rate. Secondo le informazioni raccolte da Värmlands Folkblad, però, i fondi destinati al rally del 2027 sarebbero già stati utilizzati per saldare debiti dell’edizione 2026.

Dicksdotter Hermansson ha raccontato di aver appreso a maggio che la precedente tranche del contributo era già stata assorbita dai pagamenti.

«Ho saputo che il denaro era finito ed era stato utilizzato per pagare i debiti del rally 2026. Anche dopo quei pagamenti, restavano ancora debiti da saldare».

Secondo Rydh, l’utilizzo dei contributi degli anni successivi per coprire i costi delle edizioni precedenti sarebbe andato avanti per diverse stagioni. L’intervento dei revisori sulle pratiche contabili avrebbe fatto emergere un deficit di circa 16 milioni di corone, rispetto agli 1,3 milioni precedentemente indicati.

Saltata la trattativa per la cessione

Per il Rally di Svezia è stato cercato anche un nuovo proprietario. Le trattative con un gruppo di investitori di Umeå si sono però interrotte a settembre.

I potenziali acquirenti hanno spiegato che il confronto si è concluso per diverse ragioni, tra le quali problemi di comunicazione e nuove informazioni sulla situazione finanziaria della società.

Secondo Dicksdotter Hermansson, la manifestazione avrebbe comunque le potenzialità per operare in utile, a condizione di cambiare la gestione.

«È un prodotto davvero eccellente e un marchio importante per tutto il motorsport svedese. Sono pienamente convinta che, nelle mani delle persone giuste, l’evento potrebbe generare profitti».

«Il 2027 sarà un vero banco di prova. Dobbiamo assicurarci che la manifestazione non sostenga nemmeno un costo che non porti valore aggiunto», ha aggiunto Rydh.

La vicenda alimenta apprensione anche nel Värmland. Il Rally di Svezia rappresenta un appuntamento importante per il territorio e per l’intero Paese, ma le difficoltà finanziarie fanno temere per la continuità dell’organizzazione.

L’edizione 2027 resta in programma dal 18 al 21 febbraio.

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