Extreme E svela Legacy Programme per la Sardegna. Al via i test con Tamara Molinaro e Timo Scheider

Extreme E finanzierà la riforestazione della poseidonia marina e un progetto nell’Oristanese per compensare i danni degli incendi estivi

extreme e sardegna

Tamara Molinaro durante i primi test in Sardegna con il suv Odissey 21

Il 23-24 ottobre prossimi, l’area addestrativa dell’Esercito di Capo Teulada (Sulcis Iglesiente) ospiterà la quarta della serie internazionale Extreme E, riservata ai Suv elettrici. A meno di un settimana dal via dell’Island X Prix, co-organizzato dall’Automobile Club Italia, che si affida alle professionalità dell’Aci Sassari, e con il supporto determinante dell’Assessorato Regionale al Turismo, dell’Esercito Italiano e del Ministero della Difesa, Extreme E ha svelato il Legacy Programme, ovvero il progetto benefico studiato ad hoc per la Sardegna, come era stato fatto anche nelle precedenti date della serie.

Extreme E, oltre che favorire la presenza femminile nel motorsport, pone l’accento su tematiche ambientali e sugli effetti generati dai cambiamenti climatici, per questo ha fatto tappa nei luoghi più estremi del pianeta, dai deserti dell’Arabia Saudita ai ghiacci della Groenlandia passando per il Senegal. In Sardegna la serie off-road ideata da Alejandro Agag, già patron della Formula E, si focalizzerà sul tema degli incendi. Negli ultimi mesi la Sardegna ha pagato dazio ripetutamente, in particolare nell’Oristanese e, per compensarne gli effetti, il team scientifico di Extreme E ha scelto di sviluppare un doppio programma, legato al Blue e al Green Carbon. Lo farà in collaborazione con MedSea (Fondazione Mediterraneo Mare e Costa), sostenendo un piano di recupero delle foreste e degli ulivi danneggiati dai fuochi e la conservazione delle alghe marine, ovvero la Poseidonia oceanica.

Nel mese di luglio 2021, in Italia si sono verificati 13.000 incendi e in Sardegna molti abitanti dei comuni di Cuglieri, Sennariolo, Scano Montiferro e Santu Lussurgiu sono stati costretti fuggire per mettersi in salvo dalle fiamme che hanno distrutto aree pascolo e coltivazioni e ucciso un cospicuo numero di animali tra cui 30 milioni di api. I danni sono incalcolabili e si stima che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i 20.000 ettari di terreno colpiti. Con MedSea e altre Ong, tra cui Legambiente, Extreme E supporterà il piano di ripristino della foresta col reimpianto di ulivi e altri arbusti e cespugli autoctoni. Inoltre, in collaborazione con Extreme E, EY presenterà e lancerà uno strumento di mappatura e rilevamento degli incendi boschivi che potrà rivelarsi utile anche per i vigili del fuoco e le squadre di intervento antincendio.

“Siamo quasi alla penultima gara della primissima stagione di Extreme E. Finora è stata un’avventura fantastica – ha detto Alejandro Agag, fondatore e CEO di Extreme E -. Ora dobbiamo affrontare le cause profonde dei terribili incendi che hanno distrutto non solo la Sardegna, ma tanti Paesi, e dobbiamo agire ora per evitare che accadano ancora simili atrocità. Inoltre, il nostro lavoro in Sardegna con MedSea ci consentirà di affrontare il problema del Blue Carbon causato dalla scomparsa delle praterie di fanerogame marine e di lavorare per la riparazione di questi vitali ecosistemi marini”.

“Siamo entusiasti di lavorare con Extreme E e con l’Automobile Club Italia e l’Aci Sassari. Il tempismo è cruciale per rafforzare la nostra missione di ripristinare e proteggere il Mediterraneo, passando dalla conoscenza scientifica all’azione concreta, e prevenendo così il degrado degli ecosistemi protetti. Le praterie di Posidonia oceanica hanno registrato una forte tendenza al ribasso nel Mediterraneo, negli ultimi 50 anni è andato perso più del 30 per cento”, ha spiegato il presidente di MedSea, Alessio Satta -. Potremo dare una risposta concreta ai danni provocati dagli incendi di quest’estate nel Montiferru. Recuperando gli uliveti secolari e piantando nuovi alberi nelle aree più devastate, intendiamo accendere nuove speranze tra le popolazioni più colpite”.

La gara Enel X Island X Prix sarà una due giorni impegnativa e memorabile per i nove equipaggi in gara, tutti formati da pilota uomo e donna, tra cui spiccano i pluricampioni del mondo di rally, Sebastien Loeb e Carlos Sainz Senior, i fratelli Hansen, leggende del rallycross, Molly Taylor, Catie Munnings, Jutta Kleinschmidt e Laila Sanz, fresca vincitrice del quattordicesimo titolo mondiale Trial Fmi.

In questi giorni, nell’Area Addestrativa dell’Esercito di Capo Teulada, Extreme E, l’Aci e l’Aci Sassari lavorano alacremente per allestire il paddock e tutte le strutture necessarie per le svolgimento della gara. Intanto, oggi, sul tracciato di circa sette chilometri è comparso il primo Odyssey 21, Suv elettrico (500 cavalli, velocità massima di 200 km/h, da 0-100 km/h in 4.5 secondi) guidato dai due piloti-collaudatori, il due volte campione tedesco Gran Turismo, Timo Scheider, e la pilota comasca Tamara Molinaro, che da due anni disputa il Campionato Italiano Rally Terra Aci Sport. Quello disegnato da Extreme E con la collaborazione di Tiziano Siviero, navigatore rally due volte campione del mondo e pedina fondamentale nello staff del Rally Italia Sardegna, data del WRC, si sta rivelando particolarmente tecnico e insidioso.

“Un tracciato molto impegnativo, caratterizzato da dossi che definirei ciechi. Il colore è sempre lo stesso e a distanza non si nota nulla, ma quando arrivi scopri la presenza di un dosso e questo può essere ingannevole e difficile da gestire. Ora con la macchina da gara posso dire che ci sono diversi rischi, si cerca di riuscire a gestirli sempre, ma può bastare poco perché le cose vadano diversamente. Sarà sicuramente molto dura per i piloti ma molto divertente per chi seguirà la gara in tv”, ha sottolineato Timo Scheider.

“Io corro nei rally, ma mi piacciono le nuove sfide, Extreme E è un campionato avvincente e per me è un onore essere qui tra tanti grandi nomi. Inoltre è bello che si faccia qualcosa per il bene del pianeta e per promuovere l’uguaglianza di genere. La pilota donna è sempre sminuita e sottovalutata, la gente non si rende conto che noi abbiamo meno opportunità di stare al volante rispetto agli uomini, ma sono certa che chiunque di noi possa ambire ad arrivare al top”, ha commentato Tamara Molinaro.

“La prima gara che ho fatto è stata in Groenlandia al posto di Jutta Kleinschmidt, che prima era tester e poi è stata presa da Cupra – ha aggiunto Tamara -. È presto per parlare del futuro ma mi piacerebbe avere un sedile anziché fare la riserva. Correre in una base militare? Lo avevo già fatto nella data tedesca del WRC, all’interno del Panzerplatten. Qui c’è uno scenario fantastico e particolare, sono entusiasta di esserci. Bisogna gestire bene le compressioni e i dossi mimetizzati nel terreno, la pioggia e la polvere potrebbero rivelarsi variabili interessanti: bisognerà trovare il giusto equilibrio tra velocità e rischi”.