Sebastian Dallapiccola, da commissario di percorso al Junior ERC: «Senza volontari i rally non esisterebbero»

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Il pilota trentino, 22 anni, ha chiuso la prima stagione nel Junior ERC. Racconta la passione condivisa con il padre, gli esordi a bordo strada e il supporto di ACI Team Italia.

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Dalle prove speciali vissute a bordo strada al confronto con i giovani protagonisti dell’Europeo Rally. Sebastian Dallapiccola, 22 anni, ha da poco concluso la sua prima stagione nel Junior ERC, un traguardo che da bambino era solo un sogno. Prima di indossare casco e tuta, però, ha prestato servizio come volontario insieme al padre.

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Gli inizi tra volontariato e prime gare

«Ho iniziato come volontario: a 14 anni facevo il commissario di percorso. La mia passione per questo sport è nata con mio padre, seguendo gare come il Rally Italia Sardegna e il Rally di Roma Capitale», racconta il pilota trentino.

Il passaggio dall’altra parte del cronometro è arrivato in un secondo momento, al volante di una vettura dalle prestazioni contenute, sufficiente però per muovere i primi passi e costruire una carriera.

«Ho cominciato a guidare una piccola auto da rally, molto lenta, ma quello è stato l’inizio. Adesso sto migliorando e sono nel Campionato Europeo: per me significa molto, perché da bambino sognavo di diventare un pilota internazionale».

Un percorso impegnativo anche sul piano economico, reso possibile dal sostegno di chi ha creduto in lui.

«Non è facile, perché questo sport è molto costoso. Ma grazie ad ACI Team Italia e alle persone che hanno creduto in me fin dall’inizio, oggi sono qui e sono molto felice».

Il valore dei volontari

L’esperienza a bordo strada gli ha permesso di conoscere da vicino il mondo dei rally, osservare i piloti e imparare anche quando non era lui a guidare. Un ruolo del quale Dallapiccola continua a sottolineare l’importanza.

«I volontari sono fondamentali: senza di loro questo sport non esisterebbe. È un’esperienza divertente, puoi vedere tutte le vetture. Io ho imparato osservando i piloti nazionali e internazionali e ho cercato di utilizzare quelle conoscenze per guidare meglio».

Lungo le prove speciali e nei riordini sono arrivati anche gli incontri con i campioni che ammirava: le fotografie con Sébastien Ogier e Thierry Neuville e gli autografi conservati in un libro a casa.

Per questo, a chi vuole seguire la sua strada, Dallapiccola consiglia di partire dal volontariato: un modo per vivere la passione, rendersi utili e capire come funziona una gara prima di affrontarla da concorrente.

La conoscenza delle procedure si è rivelata preziosa anche dopo l’incidente al Rally di Roma Capitale.

«Sono uscito dalla vettura, ho esposto il cartello OK, mi sono assicurato che la strada non fosse bloccata e ho parlato con il commissario. È stato più semplice perché conoscevo già il regolamento».

Un bagaglio che il giovane trentino porta con sé anche nell’abitacolo: prima di diventare pilota, ha imparato quanto lavoro e quanta passione servano per far andare in scena un rally.

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