Nikolay Gryazin torna sulla penalità al Rally d’Ungheria: “Abbiamo sbagliato”

Per i commissari nonostante nessun cartello di SOS fosse esposto sul luogo dell’incidente il russo avrebbe dovuto fermarsi

Movisport Gryazin penalità Ungheria

Nikolay Gryazin, ERC Rally di Roma Capitale - Photo Gregory Lenormand / DPPI

Nikolay Gryazin rompe il silenzio dopo la penalità ricevuta al Rally d’Ungheria che gli è costata la gara. Dopo aver condotto una gara ineccepibile e aver conquistato la vittoria, in serata per l’equipaggio russo è arrivata la doccia fredda: penalità di quindici minuti per non essersi fermato su indicazione dei commissari dopo l’incidente di Norbert Herczig. Questo li ha fatti sprofondare in classifica dal primo al 24esimo posto.

Norbert Herczig ha perso il controllo a metà speciale ed è uscito di strada in una curva a sinistra (come si vede nel video a fine articolo ndr). Il primo equipaggio ad arrivare sul posto è stato proprio quello di Gryazin e Aleksandrow, ma il russo nonostante le indicazioni del commissari di percorso che intimavano lo stop, non si è fermato e ha proseguito la corsa.

“Scusate se sono rimasto in silenzio per alcuni giorni dopo il Rally d’Ungheria – ha scritto su Facebook Gryazin -. Avevo solo bisogno di un po’ di tempo per digerire quello che è successo. Come tutti saprete, abbiamo ricevuto una penalità di 15 minuti dai commissari per non esserci fermati dopo aver visto l’incidente. Prima che pensiate che siamo degli irresponsabili vorrei spiegarvi cosa è successo. Quando siamo arrivati ​​vicino alla curva dove si sono schiantati – racconta ancora il russo – c’erano già due commissari, nessuno di loro ci indicava di fermarci o ci esponeva bandiere e il pilota ferito, era fuori in piedi accanto alla sua macchina e ci indicava con un gesto della mano di rallentare. Abbiamo rallentato e visto che intorno alla macchina c’era già molta gente abbiamo pensato che fosse tutto sotto controllo”.

“I commissari hanno ragione sul fatto che non c’erano segnali di “Ok” o “Sos” in mano al pilota, ci siamo affidati esclusivamente a ciò che ci indicava. La situazione era confusa ma di sicuro avremmo dovuto fermarci. Abbiamo imparato la lezione. Grazie a tutti per i messaggi di conforto, ma non giudichiamo la decisione degli steward, l’abbiamo accettata. D’altra parte – conclude Gryazin – abbiamo vinto la gara e abbiamo mostrato la nostra forza, che era il nostro obiettivo per la gara”. Un’ammissione di colpa non troppo velata da parte del pilota russo.