Grazie Sardegna: 23 anni di Mondiale, dal 2027 il testimone passa al Rally di Roma Capitale
Dopo ventitré edizioni nel Campionato del Mondo, l’isola saluta il WRC e consegna a Roma un’eredità fatta di strade leggendarie, passione e immagini indimenticabili
Elfyn Evans (GBR), Scott Martin (GBR) Of team TOYOTA GAZOO RACING WRT seen during the World Rally Championship in Alghero, Italy on 03.10.2026 // Jaanus Ree
Manca ancora una prova speciale. La più importante, quella che assegnerà il titolo mondiale al termine di una stagione combattuta fino all’ultimo chilometro. Ma mentre gli occhi sono puntati sulla Power Stage e sul duello tra Elfyn Evans e Oliver Solberg, c’è un altro capitolo che sta per chiudersi e che merita di essere raccontato.
Il Rally Italia Sardegna 2026 non rappresenta soltanto l’ultimo appuntamento della stagione e l’ultima gara dell’attuale generazione di Rally1. È anche il saluto della Sardegna al Campionato del Mondo Rally, dopo ventitré edizioni consecutive trascorse al centro della scena internazionale.
Dal prossimo anno il testimone della prova italiana è destinato a passare al Rally di Roma Capitale, portando il WRC dagli sterrati dell’isola all’asfalto di Roma e del Lazio.
Prima di guardare al futuro, però, è doveroso fermarsi per un momento e dire una parola semplice: grazie.
Dal 2004 la casa italiana del Mondiale
Il legame tra la Sardegna e il WRC è iniziato nel 2004, quando l’isola ha raccolto l’eredità del Rallye Sanremo diventando la nuova sede dell’appuntamento italiano del Campionato del Mondo.
Quella del 2026 è la ventitreesima edizione della manifestazione, un percorso lungo oltre due decenni durante il quale il rally è diventato parte integrante dell’identità sportiva e turistica della Sardegna.
Anno dopo anno, le immagini delle vetture lanciate sugli sterrati sardi hanno fatto il giro del mondo. Il mare, la polvere, le rocce, la macchia mediterranea e i paesaggi dell’entroterra hanno creato uno scenario unico, immediatamente riconoscibile e profondamente diverso da qualsiasi altro appuntamento del calendario.
Il Rally Italia Sardegna non è mai stato soltanto una gara. È stato un racconto continuo dell’isola, delle sue comunità e della sua capacità di accogliere il grande motorsport internazionale.
Strade che hanno scritto la storia
Nomi come Monte Lerno, Monti di Alà, Coiluna-Loelle, Tula, Tempio, Argentiera e Sassari sono entrati nel vocabolario degli appassionati di rally.
Prove dure, strette e velocissime, nelle quali non era sufficiente essere rapidi. Per vincere in Sardegna bisognava saper gestire le gomme, proteggere la vettura, interpretare il fondo e mantenere la concentrazione tra pietre, solchi, polvere e temperature spesso elevatissime.
Il celebre Micky’s Jump, inserito nel percorso di Monte Lerno, è diventato uno dei salti più conosciuti dell’intero Campionato del Mondo. Un’immagine simbolo di una gara che non ha mai fatto sconti e che ha frequentemente ribaltato classifiche e pronostici.
Su queste strade hanno vinto alcuni dei più grandi campioni della storia: Petter Solberg, Sébastien Loeb, Sébastien Ogier, Jari-Matti Latvala, Thierry Neuville, Dani Sordo e Ott Tänak. Piloti, navigatori, squadre e costruttori hanno vissuto in Sardegna giornate indimenticabili, ma anche sconfitte, ritiri e delusioni che fanno parte dell’essenza più autentica dei rally.
Da Olbia ad Alghero, un’intera isola protagonista
Nel corso degli anni la manifestazione ha cambiato il proprio centro operativo, attraversando territori differenti e permettendo al Mondiale di scoprire più anime della Sardegna.
Olbia e la Gallura hanno accompagnato la nascita e diverse fasi della competizione. Alghero e la Riviera del Corallo hanno regalato al rally uno dei podi più suggestivi del campionato, con gli equipaggi celebrati tra il centro storico, gli antichi bastioni e il mare.
Attorno alla gara sono cresciute competenze, professionalità e una macchina organizzativa capace di affrontare ogni anno una sfida enorme. Dietro le immagini televisive e i passaggi spettacolari ci sono stati il lavoro degli ufficiali di gara, dei commissari di percorso, delle forze dell’ordine, dei volontari, dei medici, dei tecnici, delle istituzioni e di centinaia di persone impegnate lungo il tracciato.
A loro va il ringraziamento più grande, insieme a quello rivolto agli abitanti dei paesi attraversati dal rally, che hanno accettato disagi e limitazioni trasformando ogni edizione in una festa collettiva.
Il calore di un pubblico speciale
La Sardegna ha regalato al Mondiale anche un pubblico appassionato, competente e disposto a raggiungere le prove speciali fin dalle prime ore del mattino.
Generazioni di tifosi sono cresciute aspettando il passaggio delle vetture tra la polvere. Bambini diventati adulti, famiglie, fotografi e appassionati arrivati dall’Italia e dall’estero hanno riempito le zone destinate al pubblico, creando un’atmosfera che piloti e squadre hanno sempre riconosciuto come speciale.
Il Rally Italia Sardegna ha contribuito a portare il motorsport internazionale anche nei piccoli centri dell’interno, offrendo loro una visibilità che difficilmente avrebbero potuto ottenere attraverso altri eventi.
La gara ha raccontato una Sardegna diversa da quella delle sole località balneari: più aspra, autentica, rurale e profondamente legata al proprio territorio.
Dal 2027 il Mondiale guarda verso Roma
Dal 2027 la tappa italiana del WRC è destinata a cambiare completamente identità. Il Rally di Roma Capitale, fino al 2026 valido per il FIA European Rally Championship e per il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, si prepara a compiere il salto nel Mondiale.
L’evento organizzato da Motorsport Italia e ideato da Max Rendina è entrato nel Campionato Europeo nel 2017 e negli ultimi anni ha costruito un progetto sempre più ambizioso. Nel 2026 la manifestazione è stata osservata dalla FIA come evento candidato, con una valutazione dedicata agli aspetti sportivi, organizzativi e di sicurezza.
Roma Capitale ha annunciato un accordo quadriennale per ospitare la tappa italiana del Mondiale dal 2027 al 2030, mentre il completamento del percorso sportivo resta legato alla definitiva approvazione e pubblicazione del calendario FIA.
Sarà un cambiamento radicale: dalla terra all’asfalto, dai paesaggi selvaggi dell’isola alla cornice monumentale della Capitale e alle strade tecniche del Lazio. Una nuova storia che promette immagini spettacolari e un’enorme visibilità internazionale, ma che non dovrà far dimenticare quella appena conclusa.
Non una sostituzione, ma un’eredità da custodire
Roma rappresenta una grande opportunità per il rallismo italiano. Portare il Mondiale nella Capitale, con il Colosseo, l’EUR, San Pietro e il territorio laziale come scenario, può offrire al WRC una vetrina straordinaria.
Ma il futuro non cancella il passato.
Il Rally di Roma Capitale non dovrà semplicemente sostituire la Sardegna: dovrà raccoglierne l’eredità. Dovrà dimostrare la stessa solidità organizzativa, costruire un rapporto altrettanto profondo con il territorio e conquistare nel tempo la fiducia di piloti, squadre e appassionati.
La Sardegna lascia un’eredità pesante, fatta di ventitré edizioni mondiali, migliaia di chilometri cronometrati e immagini che resteranno nella memoria del motorsport.
Grazie, Sardegna
Tra poche ore la Power Stage incoronerà il nuovo campione del mondo e chiuderà definitivamente la stagione 2026. Il nome del vincitore entrerà negli albi d’oro, ma questa giornata segnerà anche la conclusione di uno dei capitoli più importanti del rallismo italiano.
Grazie alla Sardegna per aver accolto il Mondiale.
Grazie alle città, ai paesi e alle comunità attraversate.
Grazie agli organizzatori, agli ufficiali di gara, ai commissari di percorso, ai volontari, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno lavorato spesso lontano dai riflettori.
Grazie agli appassionati che hanno riempito le prove speciali e difeso con orgoglio la propria gara.
Grazie per la polvere, per i salti, per le albe lungo le strade bianche e per quei tramonti sul mare che nessun altro rally avrebbe potuto regalarci.
Dal 2004 al 2026, per ventitré edizioni, la Sardegna è stata la casa italiana del Campionato del Mondo Rally.
Il WRC si prepara a percorrere nuove strade, ma una parte della sua storia resterà per sempre su quest’isola.
Grazie, Sardegna.
