WRC 2026, e alla fine ne restano 13: cosa cambia dopo la cancellazione dell’Arabia Saudita

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Il Rally Italia Sardegna diventa improvvisamente l’ultima gara della stagione. Evans vede avvicinarsi il primo titolo mondiale, Virves è campione WRC2 e Fontana-Arnaboldi festeggiano nel WRC3. Sfuma invece per Toyota la possibilità di stabilire un nuovo record di vittorie

Elfyn Evans

Elfyn Evans (GBR), Scott Martin (GBR) Of team TOYOTA GAZOO RACING WRT seen during the World Rally Championship in Conception, Chile on 13.09.2026

La cancellazione del Rally Arabia Saudita dal calendario del WRC 2026 e la mancata individuazione di una prova sostitutiva hanno ridotto a 13 gli appuntamenti della stagione. Il Mondiale terminerà quindi con largo anticipo rispetto al programma originario e sarà il Rally Italia Sardegna, in programma dall’1 al 4 ottobre, ad assegnare gli ultimi titoli ancora in palio.

Una modifica arrivata a campionato in corso che non cambia soltanto il calendario, ma incide profondamente sulle classifiche, sulle strategie e sulle possibilità dei piloti ancora impegnati nella lotta per i rispettivi titoli.

Con una gara in meno, infatti, vengono cancellati fino a 35 punti nel WRC e 25 nelle categorie di supporto. Una decisione che avvicina alcuni protagonisti alla conquista del campionato e chiude definitivamente le speranze di altri.

Evans ora è il grande favorito per il titolo

Il principale beneficiario della nuova situazione è Elfyn Evans. Il gallese arriverà in Sardegna da leader del Mondiale con 230 punti, 17 in più rispetto a Sami Pajari e 21 di vantaggio su Oliver Solberg.

Quando restavano due gare, la posizione di Evans appariva tutt’altro che tranquilla. Essere il primo sulla strada avrebbe potuto rappresentare uno svantaggio importante sia in Sardegna sia in Arabia Saudita, soprattutto in presenza di fondi asciutti e scivolosi.

Con la cancellazione dell’ultimo appuntamento, la sua sfida si riduce invece a una sola gara.

Pajari e Solberg restano matematicamente in corsa, perché in Sardegna saranno disponibili complessivamente 35 punti: 25 per la classifica generale, 5 per la Super Sunday e altri 5 per la Power Stage. Entrambi potranno inoltre beneficiare di una posizione di partenza teoricamente più favorevole rispetto a Evans.

I numeri della stagione, però, sorridono al gallese. Pajari non è mai riuscito a recuperare più di 13 punti su Evans in un singolo rally, mentre Solberg ha ottenuto il proprio guadagno più importante in Cile, dove gli ha sottratto 20 lunghezze. Per diventare campione senza dover guardare i risultati dei rivali, a Evans sarà sufficiente conquistare 19 punti in Sardegna.

Il WRC avrà sicuramente un nuovo campione

Una certezza esiste già: al termine del Rally Italia Sardegna il Mondiale incoronerà un pilota mai diventato prima campione del mondo.

Thierry Neuville era già matematicamente escluso dalla lotta, mentre la cancellazione del Rally Arabia Saudita mette definitivamente fine anche al regno di Sébastien Ogier.

Il francese si trova a 63 punti da Evans e, con una sola gara rimasta e 35 punti disponibili, non può più difendere il titolo. La sfida sarà quindi limitata a Evans, Pajari e Solberg, tutti alla ricerca della prima corona iridata nella massima categoria.

Robert Virves è campione WRC2

La riduzione del calendario assegna anticipatamente anche il titolo del WRC2 a Robert Virves.

L’estone ha costruito la propria stagione con quattro vittorie e un secondo posto, portandosi a quota 117 punti. L’iscrizione di Teemu Suninen al Rally Italia Sardegna lasciava ancora aperta una possibilità matematica, ma la cancellazione dell’appuntamento saudita ha chiuso definitivamente il confronto.

Suninen si trova infatti a 41 punti dalla vetta e in Sardegna potrà recuperarne al massimo 25. Virves diventa così il nuovo campione WRC2 senza dover attendere l’ultima gara.

Il verdetto interrompe inoltre la serie della Toyota GR Yaris Rally2: per la prima volta dall’omologazione della vettura giapponese, il titolo della principale categoria Rally2 del Mondiale non finirà nelle mani di un suo pilota.

Fontana e Arnaboldi festeggiano il secondo titolo WRC3

La cancellazione del Rally Arabia Saudita ha prodotto un verdetto anticipato anche per i colori italiani. Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi conquistano infatti per il secondo anno consecutivo i titoli mondiali riservati a piloti e copiloti del WRC3.

L’equipaggio italiano non sarà al via in Sardegna nella propria categoria, ma affronterà già un primo assaggio del WRC2 con la Toyota GR Yaris Rally2. L’assenza della prova saudita impedisce agli avversari di sfruttare un ulteriore appuntamento per tentare di riaprire la classifica.

Un successo prestigioso per Fontana e Arnaboldi, anche se maturato definitivamente attraverso una decisione esterna alle prove speciali.

Un’ultima occasione per Adrien Fourmaux

Il Rally Italia Sardegna rappresenterà anche l’ultima possibilità stagionale per Adrien Fourmaux di conquistare la sua prima vittoria assoluta nel Mondiale al volante di una Rally1.

Il francese si è avvicinato più volte al successo nel corso dell’ultimo anno e nelle gare più recenti ha confermato di avere il passo necessario per competere nelle posizioni di vertice.

In Sardegna partirà dalla quinta posizione sulla strada e sarà impegnato anche nella sfida per il quarto posto finale in campionato con Ogier, che lo precede di appena quattro punti. Senza l’Arabia Saudita non ci saranno altre occasioni: per centrare la prima affermazione nella massima categoria, Fourmaux dovrà riuscirci sulle prove sterrate dell’isola.

Toyota non potrà superare il record di vittorie

La modifica del calendario cancella anche una potenziale opportunità storica per Toyota.

Dopo avere raggiunto Lancia a quota dieci titoli Costruttori e sei campionati consecutivi, la Casa giapponese puntava a stabilire un nuovo record per il maggior numero di vittorie ottenute in una singola stagione.

Il primato è di 12 successi, condiviso con Volkswagen. Toyota ne ha conquistati 11 nel 2026 e, con due rally ancora da disputare, avrebbe potuto raggiungere quota 13 e diventare l’unico costruttore in cima a questa particolare graduatoria.

Con la sola Sardegna rimasta in calendario, potrà al massimo ottenere il dodicesimo successo e pareggiare il record, ma non superarlo.

L’Italia ospiterà la terza finale mondiale in sette stagioni

Il Rally Italia Sardegna diventa così, senza essere stato originariamente programmato per quel ruolo, l’atto conclusivo del WRC 2026.

Sarà la terza volta in sette stagioni che il Mondiale terminerà in Italia. Nel 2020 e nel 2021 era stato il Monza Rally a chiudere il calendario, dopo essere stato inserito durante gli anni condizionati dalla pandemia.

Nel 2026 toccherà invece alla Sardegna ospitare il gran finale, trasformando uno degli appuntamenti più impegnativi dell’intera stagione nella gara decisiva per l’assegnazione del titolo assoluto.

Centonove giorni senza una gara del WRC

La cancellazione dell’Arabia Saudita avrà infine conseguenze anche sulla durata della pausa invernale.

Il Rally Italia Sardegna terminerà il 4 ottobre, mentre il Rallye Monte-Carlo 2027 scatterà il 21 gennaio. Tra la conclusione di una stagione e l’inizio della successiva trascorreranno quindi 109 giorni, quasi un terzo di anno senza appuntamenti del Campionato del Mondo.

Una lunga attesa che accompagnerà il WRC verso l’esordio dei nuovi regolamenti tecnici WRC27. Prima, però, resta da disputare una Sardegna divenuta improvvisamente decisiva: l’ultima occasione per vincere una gara, conquistare un titolo o chiudere il 2026 lasciando il proprio segno.

Le classifiche e l’assegnazione dei titoli restano soggette alla conferma ufficiale della FIA.

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