Heikki Kovalainen fa il bilancio della stagione nel CIAR: «Non penso di aver ancora raggiunto i miei limiti»

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Il finlandese, campione 2025 in Giappone, ha corso con la Citroën C3 Rally2 del Gino Motorsport chiudendo nono assoluto. Il miglior risultato è il quarto posto al Rally del Lazio Cassino.

Heikki Kovalainen fa il bilancio della stagione nel CIAR: «Non penso di aver ancora raggiunto i miei limiti»

Heikki Kovalainen guarda con soddisfazione alla sua prima stagione nel Campionato Italiano Assoluto Rally (CIAR). Nel 2025 il finlandese aveva vinto il titolo della classe JN-1, la massima categoria del Campionato Giapponese Rally, con una Toyota GR Yaris Rally2. Quest’anno ha scelto una nuova sfida, iscrivendosi al campionato italiano con una Citroën C3 Rally2 gommata Dunlop e gestita dal Gino Motorsport.

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Una stagione tra sviluppo e crescita personale

Il compito di Kovalainen era guidare il programma europeo di sviluppo degli pneumatici Dunlop. Allo stesso tempo, il pilota ha lavorato per migliorare le proprie qualità di rallista. Quasi tutte le prove speciali del campionato gli erano sconosciute, ma è riuscito comunque a sfidare i protagonisti della serie.

Insieme al copilota Patrick Öhman ha chiuso il campionato al nono posto assoluto. Ha inoltre terminato l’anno a soli 2,5 punti dal secondo posto nella classe Promozione, pensata per favorire la crescita di esordienti e giovani limitando la partecipazione dei concorrenti già affermati. Il miglior risultato stagionale è arrivato a settembre, con il quarto posto al Rally del Lazio Cassino, sesto round del campionato.

Le note e la difficoltà delle prove brevi

Intervistato dal sito giapponese Rally Plus, Kovalainen ha sottolineato i progressi nel metodo di lavoro. «Penso che il sistema di note che utilizziamo sia migliorato da quando abbiamo iniziato. Le note sono anche più dettagliate di prima», ha spiegato.

«Oggi non abbiamo bisogno di modificare le note tra il primo e il secondo passaggio quanto facevamo prima. Posso essere soddisfatto, ed è un’area in cui abbiamo fatto progressi costanti», ha aggiunto. «Stiamo andando nella direzione giusta, ed è la cosa più importante. Su una prova breve riesco a memorizzare rapidamente il percorso, e questo rende più facile guidare al limite. Allo stesso tempo, però, mi porta a riflettere su dove potrei ancora migliorare la mia guida».

Secondo il finlandese, affrontare prove brevi è in realtà molto più difficile che farlo su quelle lunghe. «Bisogna ricordare ogni punto di frenata e i dettagli di numerose curve, comprendendo anche come adattare la guida al livello di aderenza della strada».

Il livello del campionato italiano

Kovalainen ha evidenziato come l’alto livello del CIAR sia stato uno dei fattori che hanno accelerato la sua crescita. «Il livello della competizione in Italia è estremamente alto e i piloti locali rappresentano un ottimo riferimento. È stata una delle ragioni per cui ho deciso di venire in Italia».

«Volevo capire meglio me stesso, mettermi alla prova ancora di più e scoprire dove potevo ancora migliorare. Per esempio, devo riuscire a mantenere sulle prove lunghe lo stesso elevato livello di concentrazione che ho su quelle brevi. Servirà ancora un po’ di tempo».

«Non penso di aver ancora raggiunto i miei limiti. C’è ancora molto margine di miglioramento e lo vedo come un fatto positivo», ha concluso Kovalainen.

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