Alla scoperta delle prove speciali del Rally del Taro con l’esperto Fabio Federici

Il pilota di Bedonia Fabio Federici, profondo conoscitore della gara, svela i dettagli delle tre frazioni cronometrate che saranno il teatro della sfida agonistica prevista domenica 29 maggio

rally taro federici

Fabio Federici - Foto Massimo Carpeggini

Tre prove davvero speciali. Sono quelle che caratterizzeranno il Rally del Taro 2022, sono i tre tratti cronometrati che plasmeranno le classifiche dalle quali usciranno i nomi dei successori di Miele-Mometti nel rally Internazionale valido per l’International Rally Cup, e Nicelli-Pieri nel rally Nazionale. Frazioni dai nomi ben noti, perché quelle di “Montevacà”, “Tornolo” e “Folta” sono i tradizionali palcoscenici agonistici della manifestazione organizzata dalla Scuderia San Michele. Ma anche quest’anno, come d’abitudine, il sodalizio di Bedonia ha voluto proporre qualche novità sul percorso, e così le prove che verranno disputate domenica 29 maggio non saranno affatto un banale déjà-vu per gli equipaggi che le affronteranno. 

Per scoprire i segreti delle tre “piesse” del Taro 2022 ci siamo affidati a Fabio Federici, uno dei più esperti ed apprezzati piloti valtaresi nonché, ovviamente, profondo conoscitore del rally di casa. Proprio sulle strade di casa il pilota di Bedonia, ha inanellato un ruolino di marcia di tutto rispetto, collezionando frequenti piazzamenti nella top ten della classifica assoluta e cogliendo come miglior risultato tre quarti posti (2009, 2017 e 2021).  

“Anche quest’anno, il Taro manterrà il suo volto ben noto a concorrenti ed appassionati, proponendo le tre prove che da anni lo caratterizzano – inizia la sua disamina Fabio, che ad inizio giugno compirà 44 anni -. Ci saranno comunque alcuni cambiamenti, in particolare con l’inversione del senso di marcia delle prove di Tornolo e Folta rispetto allo scorso anno. Nel complesso, si tratta di un percorso impegnativo, completo, in grado di esaltare sia le caratteristiche delle macchine, sia le qualità degli equipaggi. Peraltro, nonostante si corra in primavera inoltrata, la gara è spesso condizionata da un meteo variabile che complica la vita a noi concorrenti”.

PS Montevacà (14,1 km, partenza prova ore 8.07, 12.30 e 16.53 di domenica 29 maggio; strade chiuse dalle 6.30 alle 20): “La prova che aprirà la corsa scatta appena fuori dall’abitato di Bedonia: la prima parte della frazione, verso il passo di Montevacà, si snoda su una strada piuttosto ampia, sulla quale è importante raccordare bene le traiettorie. Arrivati al passo, ecco i tre, spettacolari tornanti in corrispondenza della trattoria, dopodiché s’inizia una discesa non particolarmente ripida, ma comunque impegnativa. Anche questo è un tratto guidato, e la parte più impegnativa della prova è quella che va da Ponte Ceno sino a Masanti. Qui, si affronta l’inversione che conduce verso Illica: siamo nella parte finale della prova, pianeggiante, ed ora la strada si fa stretta per gli ultimi 4/5 chilometri cronometrati. La prova di Montevacà è veloce e completa, su un fondo bello, omogeneo, non particolarmente sconnesso. La chiave è essere costanti”.

PS Tornolo (4,29 km, partenza prova ore 9.08, 13.31 e 17.54 di domenica 29 maggio; strade chiuse dalle 7.30 alle 20): “Quest’anno, con l’inversione del senso di marcia, quella di Tornolo diventerà una prova prevalentemente in salita. I primi due chilometri scorrono su una carreggiata stretta poi, dopo l’inversione, la strada si allarga sino al fine prova di Tarsogno; il primo tratto è in salita più accentuata rispetto alla parte finale, che è anche la più veloce. Anche qui, si corre su un fondo che offre una buona aderenza (soprattutto ad inizio prova) ma, in caso di pioggia, quella di Tornolo è una prova che diventa molto insidiosa per via della scivolosità. Essendo in salita, questa è la tipica prova da motore, dove la differenza la fanno i cavalli, mentre per noi piloti è essenziale effettuare l’inversione in modo corretto, perché un errore lì farebbe perdere quei secondi che, in una frazione così breve, poi non riesci più a recuperare. Personalmente, sono molto curioso di affrontare Tornolo perché l’avevo disputata in salita solo a fine anni Novanta, quando correvo con la Renault Clio gruppo A”.

PS Folta (20,3 km, partenza prova ore 9.25 e 13.48 di domenica 29 maggio; strade chiuse dalle 8 alle 17): “Folta è la prova-regina del Taro: non solo la più lunga, ma anche la più completa e impegnativa. Si parte da Tarsogno ed i primi 4 chilometri sono decisamente veloci, in lieve discesa. Si arriva alla prima inversione davvero forte per imboccare un tratto abbastanza lungo che, a parte un paio di chilometri, è sostanzialmente in discesa, su una carreggiata abbastanza stretta e guidata, discretamente veloce; in questo tratto, all’ingresso di Cacciarasca (dopo circa 7,5 km), si conclude la prova della gara Nazionale. A Boschetto si affronta la celebre inversione che immette su un’ampia strada che porta a Montegroppo: altro tratto velocissimo, pianeggiante, dove è essenziale raccordare bene le traiettorie e guidare con grande precisione. Arrivati a Montegroppo, la strada torna a stringersi per affrontare, in salita, gli ultimi chilometri. La parte più difficile della prova è proprio quella finale, sia perché vi si arriva con pneumatici ormai messi alla frusta nei chilometri precedenti sia perché, in caso di maltempo, qui è facile trovare nebbia. Chi svetta qui, lo fa sia grazie in virtù delle qualità della macchina, sia grazie alle doti dell’equipaggio”.

Le iscrizioni al Rally del Taro (sia per il rally Internazionale, sia per quello Nazionale) saranno aperte sino alle 23.59 di mercoledì 18 maggio. I concorrenti che volessero disputare una delle due gare, potranno inviare la richiesta d’iscrizione esclusivamente via mail, recapitando la documentazione necessaria (interamente reperibile sul sito della Scuderia San Michele) all’indirizzo iscrizionisanmichele@virgilio.it