Katsuta racconta il terribile incidente in Paraguay: “Uno degli impatti più forti della mia carriera”
Il pilota Toyota ricostruisce la dinamica del violento incidente sulla PS Artigas. Trasportato in elicottero in ospedale insieme ad Aaron Johnston, Katsuta elogia la sicurezza della GR Yaris Rally1 e guarda già al prossimo appuntamento
Takamoto Katsuta è tornato a parlare del violentissimo incidente che ha posto fine al suo Rally del Paraguay, raccontando nel dettaglio la dinamica dell’uscita di strada e i difficili momenti vissuti subito dopo l’impatto.
Il pilota Toyota e il navigatore Aaron Johnston sono stati protagonisti di un pesante incidente domenica, nel corso della penultima prova speciale “Artigas”. La situazione ha immediatamente portato all’esposizione della bandiera rossa e la prova non è stata successivamente fatta ripartire.
Entrambi sono stati trasportati in elicottero presso un ospedale della zona per essere sottoposti ad accertamenti precauzionali. Fortunatamente gli esami non hanno evidenziato conseguenze tali da richiedere il ricovero e Katsuta e Johnston sono stati dimessi nel corso dello stesso pomeriggio.
A distanza di qualche ora, il giapponese ha potuto raccontare quanto accaduto.
«È stato un incidente davvero molto grande. Direi che, nella mia carriera, è stato uno degli impatti più forti che abbia mai avuto», ha spiegato Katsuta.
“Non riuscivo a uscire dalla macchina per il dolore”
A rendere particolarmente preoccupanti i primi momenti dopo l’incidente erano state proprio le condizioni del pilota Toyota, impossibilitato inizialmente a lasciare autonomamente l’abitacolo della GR Yaris Rally1.
«Non riuscivo a uscire dalla macchina perché avevo molto dolore. Ma almeno siamo qui e questo dimostra quanto la vettura sia sicura e quanto sia stata costruita bene sotto questo punto di vista».
Katsuta ha voluto sottolineare anche l’importanza degli standard di sicurezza imposti dal regolamento tecnico delle Rally1.
«Un grande ringraziamento va ai rivali del Team Hyundai Neuville e Wydaeghe che si sono subito fermati per aiutarli e ai regolamenti, perché tutto ciò che riguarda sicurezza e protezione è stato curato molto bene. Allo stesso tempo, tutto è stato organizzato nel migliore dei modi per portarci rapidamente in ospedale».
Un incidente particolarmente spettacolare e violento, quindi, ma dal quale entrambi i componenti dell’equipaggio sono usciti senza conseguenze gravi.
Katsuta spiega la dinamica dell’incidente
Il giapponese ha poi ricostruito nel dettaglio i secondi che hanno preceduto il ribaltamento.
Tutto sarebbe iniziato con una perdita improvvisa di stabilità della Toyota GR Yaris Rally1.
«La macchina ha avuto improvvisamente un piccolo scarto e ho provato a correggerlo. C’era poi una piccola banca all’interno che ho leggermente toccato».
Da quel momento la situazione è diventata praticamente irrecuperabile.
«La macchina ha iniziato a sollevarsi dal lato interno. Ho provato a recuperarla, ma c’era anche una banca all’esterno e quindi non riuscivo a sterzare verso sinistra».
È stato infine un dettaglio apparentemente minimo del terreno a innescare definitivamente il ribaltamento.
«Sfortunatamente c’era soltanto un piccolo rialzo, ma in qualche modo è stato sufficiente per far iniziare il rollio».
La GR Yaris Rally1 si è quindi ribaltata pesantemente, ponendo fine alla gara dell’equipaggio Toyota.
Un Paraguay iniziato e finito con un incidente
Per Katsuta si è trattato del secondo incidente nell’arco dello stesso Rally del Paraguay.
Il fine settimana del giapponese era infatti iniziato nel peggiore dei modi già venerdì mattina, quando era finito in testacoda e si era ribaltato durante la prova speciale inaugurale.
Toyota era riuscita a riparare la vettura consentendogli di ripartire sabato. Da quel momento Katsuta aveva iniziato progressivamente a ritrovare fiducia e ritmo, fino a conquistare anche la vittoria nella spettacolare prova conclusiva della giornata, la Encarnación Costanera Super Special.
Un segnale incoraggiante dopo le difficoltà del venerdì, prima che il nuovo e ben più pesante incidente della domenica mettesse definitivamente fine al suo rally.
Nonostante un weekend da dimenticare, Katsuta ha scelto di guardare avanti.
«A volte nella vita e nella carriera le cose vanno bene e altre volte vanno male. Fa parte del gioco».
«Purtroppo questo fine settimana non è andato in maniera positiva, ma dobbiamo semplicemente imparare da quanto accaduto, migliorare e presentarci più forti alla prossima gara. È quello che posso fare ed è quello che devo fare».
Katsuta ringrazia Toyota: “Devo continuare a lavorare”
Il pilota giapponese ha rivolto un ringraziamento anche alla squadra, che durante il weekend aveva lavorato per permettergli di tornare in gara dopo il primo incidente.
«Devo dire un grande grazie a tutta la squadra e, allo stesso tempo, chiedere scusa. Tutto il supporto che ricevo dal team mi aiuta sempre a migliorare».
Per Katsuta, quindi, la strada da seguire resta quella del lavoro.
«Devo semplicemente lavorare duramente, continuare a lavorare e migliorare».
Anche Ben Sulayem si informa sulle condizioni dell’equipaggio
La violenza dell’incidente ha destato preoccupazione anche ai vertici della FIA.
Katsuta ha rivelato che poco dopo l’accaduto è stato contattato direttamente dal presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Mohammed Ben Sulayem.
«Mohammed mi ha mandato subito un messaggio. Erano preoccupati per noi e l’ho apprezzato davvero molto».
Il giapponese ha infine voluto rivolgere un pensiero anche agli appassionati presenti numerosissimi lungo le prove del Rally del Paraguay.
«Naturalmente devo menzionare anche tutti i tifosi che ci hanno sostenuto e fatto il tifo per noi. Qui è stato davvero incredibile. Apprezzo tantissimo il modo in cui sostengono noi e questo sport».
Il Rally del Paraguay si chiude così con un bilancio sportivamente pesante per Katsuta, ma soprattutto con il sollievo per le condizioni sue e di Johnston dopo un incidente che lo stesso pilota Toyota ha classificato tra i più violenti dell’intera carriera.
Una conferma, allo stesso tempo, dell’enorme lavoro svolto negli ultimi anni sulla sicurezza delle Rally1, capace di proteggere gli equipaggi anche di fronte a impatti di questa portata.
