WRC, il Portogallo possibile alternativa all’Arabia Saudita per il finale di stagione
L’appuntamento saudita resta in dubbio per motivi di sicurezza e una decisione è attesa a metà settembre. In caso di cancellazione, il Mondiale potrebbe unirsi al round conclusivo del FIA ERC in Portogallo, in programma dal 23 al 25 ottobre
Takamoto Katsuta (JPN) and Aaron Johnston (IRL) of team TOYOTA GAZOO RACING WRT are seen performing during stop 14 of the World Rally Championship in Jeddah, Saudi Arabia on November 29, 2025. // Jaanus Ree
Il WRC 2026 potrebbe non perdere un appuntamento anche in caso di cancellazione del Rally dell’Arabia Saudita, previsto come round conclusivo della stagione. Secondo indiscrezioni, sarebbe infatti allo studio una soluzione che porterebbe il Mondiale a condividere il palcoscenico con il FIA European Rally Championship in Portogallo, in occasione dell’ultima gara stagionale dell’ERC.
Il futuro del Rally dell’Arabia Saudita resta al momento incerto e una decisione definitiva sulla disputa dell’evento è attesa a metà settembre.
Alla base dei dubbi ci sono le condizioni di sicurezza nell’area mediorientale. I rischi legati al perdurare del conflitto con l’Iran hanno già portato altre importanti categorie del motorsport, tra cui Formula 1 e WEC, a cancellare i rispettivi appuntamenti nella regione.
Uno scenario che potrebbe costringere anche il World Rally Championship a modificare il proprio calendario.
WRC ed ERC insieme in Portogallo?
In caso di cancellazione dell’appuntamento saudita, i tempi sarebbero troppo ristretti per organizzare da zero un nuovo rally valido per il Mondiale.
La soluzione potrebbe quindi essere quella di inserire il WRC in una manifestazione già programmata, affiancandolo al FIA ERC.
Secondo quanto riportato, l’ipotesi porterebbe al round conclusivo dell’Europeo in Portogallo, previsto dal 23 al 25 ottobre, che diventerebbe contemporaneamente anche l’ultima gara del World Rally Championship.
Una soluzione interessante anche sotto il profilo del calendario. La gara portoghese si disputerebbe infatti tre settimane dopo il Rally di Sardegna, penultimo appuntamento previsto del WRC, e tre settimane prima rispetto alla data originariamente destinata al Rally dell’Arabia Saudita.
Il posizionamento permetterebbe quindi di mantenere un intervallo regolare tra gli appuntamenti, con vantaggi anche sotto il profilo logistico ed economico.
Non sarebbe la prima volta per WRC ed ERC
Un evento valido contemporaneamente per WRC ed ERC non rappresenterebbe una novità assoluta.
Un precedente recente risale al Rally Catalunya 2022, quando gli equipaggi delle due serie si confrontarono sulle stesse strade.
In quell’occasione la gara rappresentava l’ultimo appuntamento stagionale per il FIA ERC, mentre il Mondiale sarebbe successivamente proseguito con il Rally Japan.
Il peso dell’appuntamento mondiale fu evidente anche nei numeri: 64 equipaggi erano iscritti alla gara WRC, contro i 21 dell’ERC.
A vincere nel Mondiale fu Sébastien Ogier, mentre nella classifica riservata al Campionato Europeo si impose Yoann Bonato. Al termine della stagione, Kalle Rovanperä conquistò il titolo mondiale, mentre Efrén Llarena si laureò campione europeo.
Molto dipenderà anche dalla situazione dell’ERC
Un eventuale appuntamento congiunto in Portogallo potrebbe assumere ancora maggiore interesse qualora la corsa al titolo europeo rimanesse aperta fino all’ultima gara.
Teemu Suninen avrà infatti la possibilità di assicurarsi il titolo già al Rali Ceredigion. Se dovesse riuscirci, l’attenzione sull’ultimo appuntamento ERC potrebbe inevitabilmente diminuire.
Al contrario, con il titolo ancora da assegnare, la contemporanea presenza dei protagonisti del WRC e dell’ERC potrebbe creare un evento particolarmente ricco sotto il profilo sportivo.
Per il momento si tratta comunque di un’ipotesi. Il passaggio fondamentale sarà la decisione sulla fattibilità del Rally dell’Arabia Saudita, attesa a metà settembre.
Se le condizioni di sicurezza dovessero rendere impossibile disputare la gara mediorientale, la strada portoghese potrebbe però consentire al WRC di mantenere invariato il numero di appuntamenti e chiudere la stagione in Europa, condividendo per un fine settimana le prove speciali con il Campionato Europeo.
