WRC 2027, la FIA valuta il ritorno della Qualifying Stage

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Con l’arrivo delle nuove vetture WRC27, la Federazione studia una soluzione per rendere più equo l’ordine di partenza, soprattutto sulla terra. Toyota e Sébastien Ogier lanciano l’allarme: partire molto indietro potrebbe garantire un vantaggio enorme

Matteo Fontana

Matteo Fontana (ITA) and Alessandro Arnaboldi (ITA) of team MATTEO FONTANA seen during Stop 10 of the World Rally Championship in Jyvasküla, Finland on August 2, 2026. // Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

La Qualifying Stage potrebbe tornare nel World Rally Championship a partire dal 2027. La FIA ha confermato che la reintroduzione della prova di qualificazione è una delle opzioni attualmente allo studio nell’ambito della definizione del regolamento sportivo della nuova era WRC27.

Una questione destinata ad assumere particolare importanza con l’arrivo delle nuove vetture e con la necessità di garantire condizioni il più possibile equilibrate tra equipaggi che, soprattutto nei rally su terra, potrebbero trovarsi ad affrontare fondi profondamente differenti in base alla propria posizione nell’ordine di partenza.

La Qualifying Stage non rappresenterebbe una novità assoluta per il Mondiale. Il WRC l’ha già utilizzata nelle stagioni 2012 e 2013, proprio per determinare l’ordine di partenza degli appuntamenti su terra.

In quelle occasioni i piloti potevano scegliere la propria posizione di partenza per la prima tappa in base al risultato ottenuto in qualifica.

Il modello utilizzato nel FIA ERC

La Qualifying Stage viene utilizzata da tempo anche nel FIA European Rally Championship, sebbene dal 2024 sia stato abbandonato il sistema che consentiva ai piloti di scegliere direttamente la propria posizione.

Attualmente, negli appuntamenti ERC su terra, i 15 piloti più veloci della qualifica vengono invertiti nell’ordine di partenza, mentre nei rally su asfalto i primi 15 prendono il via seguendo l’ordine determinato dal risultato della Qualifying Stage.

Un sistema che potrebbe fornire indicazioni anche per il futuro regolamento del Mondiale.

Con le WRC27 l’ordine di partenza diventa cruciale

A rendere particolarmente delicata la questione sono le caratteristiche tecniche delle vetture che debutteranno nel 2027.

Le nuove WRC27 sviluppate da Toyota, RallyOne Project e RMC Motorsport utilizzeranno diversi componenti di derivazione Rally2, mentre M-Sport dovrebbe aggiornare la propria Ford Fiesta Rally2 attraverso una configurazione “Kit”, dotata tra le altre cose di un’aerodinamica evoluta.

La conseguenza potrebbe essere evidente soprattutto sulla terra: una vettura partita molto indietro potrebbe trovare una strada sensibilmente più pulita rispetto ai protagonisti costretti ad aprire il percorso.

Con prestazioni delle vetture più vicine tra loro, il vantaggio derivante dalle condizioni del fondo potrebbe quindi assumere un peso decisivo sul risultato.

FIA: «Tutte le opzioni sono sul tavolo»

A confermare che la questione è oggetto di discussione è stata Emilia Abel, direttrice Road Sport della FIA.

«Fa parte delle discussioni relative al regolamento sportivo», ha spiegato Abel.

Al momento, però, nessuna decisione definitiva è stata presa. La FIA sta valutando diverse possibilità e qualsiasi modifica dovrà essere prima concordata con il WRC Promoter, successivamente passare attraverso la commissione competente e infine essere approvata.

Toyota: il vantaggio può valere quanto 100 cavalli

Tra i costruttori maggiormente interessati alla questione c’è Toyota, che nel 2027 dovrebbe essere l’unico concorrente intenzionato a disputare l’intero campionato con una vettura WRC27.

Se l’ordine di partenza continuasse a essere stabilito in base alla classifica del campionato, le Toyota si troverebbero quindi frequentemente nelle prime posizioni sulle gare sterrate, con il compito di “pulire” la strada per chi partirà successivamente.

A spiegare quanto possa incidere questo fattore è stato Tom Fowler, direttore tecnico WRC di Toyota.

Secondo Fowler, prendendo come riferimento un rally su terra attuale, una Rally1 che parte per prima può arrivare ad avere prestazioni simili a una Rally2 che affronta la stessa prova intorno alla dodicesima posizione.

E questo nonostante tra le due vetture ci siano circa 100 cavalli di differenza.

In altre parole, secondo il tecnico Toyota, il vantaggio garantito dalla posizione sulla strada tra il primo e il dodicesimo concorrente può equivalere, in determinate condizioni, alla differenza prestazionale prodotta da circa 100 CV.

Un divario impossibile da compensare intervenendo esclusivamente sul regolamento tecnico.

Per Fowler la soluzione dovrà quindi necessariamente arrivare dal lato sportivo, facendo in modo che vetture con rapporti peso-potenza simili possano confrontarsi in condizioni stradali quanto più possibile equivalenti.

L’obiettivo, ha sottolineato il responsabile Toyota, deve rimanere quello di consentire al pilota più competitivo sulla vettura più competitiva di poter vincere, evitando che un ordine di partenza particolarmente sfavorevole finisca per alterare eccessivamente il risultato.

Anche Ogier chiede un sistema più equo

Il problema era stato evidenziato anche da Sébastien Ogier. Il campione del mondo aveva già espresso le proprie perplessità sulla possibilità di continuare a determinare l’ordine di partenza attraverso la classifica di campionato una volta introdotte le nuove WRC27.

Ogier ha fatto un esempio particolarmente chiaro: una vettura Rally2 Kit che partisse intorno alla 25ª posizione su una gara con molta ghiaia libera potrebbe beneficiare di un livello di grip enormemente superiore rispetto a una WRC27 costretta ad aprire la strada.

Una situazione che, secondo il francese, renderebbe estremamente complicato trovare un corretto equilibrio prestazionale tra le diverse vetture.

Da qui la necessità, secondo Ogier, di reintrodurre le qualifiche e individuare un sistema più equo per determinare le posizioni di partenza.

La Qualifying Stage può tornare protagonista nel WRC

Il tema sarà quindi uno dei nodi da sciogliere in vista della stagione 2027. L’obiettivo della FIA sarà trovare un compromesso capace di garantire spettacolo e, allo stesso tempo, evitare che le differenti condizioni della strada diventino più importanti delle prestazioni di piloti e vetture.

La Qualifying Stage rappresenta al momento una delle soluzioni concretamente prese in considerazione.

Non c’è ancora una decisione definitiva, ma con le nuove WRC27 ormai in fase di sviluppo e un panorama tecnico destinato a cambiare profondamente, il ritorno delle qualifiche nel Mondiale potrebbe diventare uno degli elementi caratterizzanti del WRC 2027.

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