RallyOne Project prepara il debutto nel WRC: Monte Carlo nel mirino, ma niente stagione completa nel 2027

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Il primo telaio è in costruzione e dovrebbe iniziare i test a settembre. L’obiettivo è l’omologazione il 1° gennaio e il debutto al Rallye Monte-Carlo, ma nel 2027 il nuovo costruttore WRC27 prevede di disputare soltanto alcuni appuntamenti

RallyOne Project

Il RallyOne Project sta entrando nella fase decisiva del proprio percorso verso il FIA World Rally Championship 2027. Il primo telaio è attualmente in costruzione e dovrebbe effettuare i primi test all’inizio di settembre, mentre rimane ben saldo l’obiettivo di presentarsi al via del Rallye Monte-Carlo 2027.

Dopo un primo roll-out in Francia, affidato inizialmente a un pilota interno al team, la squadra ha programmato sei sessioni di test su asfalto entro la fine di ottobre. Proprio i risultati ottenuti durante questa fase saranno fondamentali: il 1° novembre verrà presa la decisione definitiva sulla possibilità di affrontare il Monte-Carlo come gara di debutto nel Mondiale.

A illustrare i programmi è stato Lionel Hansen, l’uomo alla guida del primo progetto di un costruttore indipendente intenzionato a entrare nel WRC sfruttando il nuovo regolamento WRC27.

L’obiettivo dichiarato è arrivare all’omologazione il 1° gennaio 2027 e, se lo sviluppo procederà senza particolari problemi di affidabilità, schierare una o due vetture sulle strade del Principato.

«L’obiettivo è essere a Monte-Carlo, questo è certo, ed essere omologati», ha spiegato Hansen. «Se alla fine di ottobre non avremo problemi di affidabilità, penso che potremo essere fiduciosi di avere almeno una vettura, e al massimo due, al Monte-Carlo. È un obiettivo realistico».

La fine di ottobre rappresenterà quindi il vero spartiacque del progetto. In caso di esito positivo dei test, il programma prevede la costruzione di un secondo telaio a novembre e di un terzo a dicembre.

2.000 chilometri di test entro ottobre

RallyOne Project punta a completare circa 2.000 chilometri di test entro la fine di ottobre, con la possibilità di aumentare il chilometraggio qualora fosse necessario per affinare affidabilità e prestazioni.

Rimane invece ancora da definire la formazione che potrebbe portare la vettura al debutto mondiale. Hansen ha preferito non fare nomi, pur confermando di avere già avviato contatti con numerosi piloti.

Il primo roll-out del telaio numero uno sarà affidato a uno dei piloti della squadra, mentre successivamente il lavoro di sviluppo passerà nelle mani di un più conosciuto pilota francese.

«Abbiamo già parlato con molti piloti – ha spiegato Hansen – direi più di venti piloti P1 e P2».

Non manca neppure l’interesse da parte di potenziali clienti, anche se le prime vetture destinate a team esterni difficilmente saranno disponibili prima della metà del 2027.

Niente stagione completa nel 2027

RallyOne Project non ha però intenzione di affrontare l’intero WRC 2027. La priorità sarà sviluppare progressivamente la vettura e accumulare esperienza attraverso un programma selezionato di gare.

«Il prossimo anno saranno sicuramente soltanto alcuni round, non tutta la stagione: non è possibile», ha chiarito Hansen, indicando come esempio un programma di circa cinque rally.

Il progetto dovrà comunque rispettare l’obiettivo di disputare 15 appuntamenti nell’arco di due stagioni.

La priorità iniziale sarà data alla configurazione da asfalto. Il piano prevede di affrontare due o tre rally su asfalto entro giugno 2027, mentre parallelamente proseguirà lo sviluppo della versione destinata allo sterrato, con un programma di test previsto tra ottobre 2026 e marzo-aprile 2027.

Per questo motivo, qualora RallyOne Project non riuscisse a essere pronto per Monte-Carlo, il debutto verrebbe posticipato al successivo appuntamento su asfalto e non al Rally Sweden, secondo round della stagione.

Un motore derivato dalla Škoda Fabia RS Rally2

Restano ancora alcuni interrogativi sulle specifiche tecniche definitive della nuova vettura. Hansen ha infatti scelto di mantenere una certa indipendenza dai singoli fornitori, cercando le soluzioni ritenute migliori per il primo telaio.

Il propulsore attualmente utilizzato deriva in larga parte dall’unità della Škoda Fabia RS Rally2, ma questa soluzione potrebbe cambiare già nel corso della prima metà della prossima stagione.

RallyOne Project sta infatti valutando anche lo sviluppo di un proprio motore 1.6 turbo, con omologazione indipendente.

«Al momento deriva da componenti Škoda, ma abbiamo anche un’altra opzione per il motore, con una nostra omologazione», ha spiegato Hansen. La realizzazione di un propulsore completamente autonomo richiederebbe un importante lavoro di sviluppo, ma rappresenterebbe una soluzione percorribile entro la metà del 2027.

Una scelta legata non soltanto alle prestazioni, ma anche alla necessità di avere maggiore autonomia nella produzione, nell’approvvigionamento dei componenti e nelle decisioni tecniche.

Più definita, invece, la situazione relativa alla trasmissione, che sarà prodotta direttamente dal progetto insieme a un proprio fornitore. Anche le sospensioni per l’asfalto sono già state definite, mentre quelle destinate allo sterrato sono ancora in fase di sviluppo.

Hansen non esclude il potenziale per vincere

Nonostante il progetto sia ancora nelle sue fasi iniziali e il lavoro da completare sia notevole, Hansen guarda con fiducia alle potenzialità della nuova vettura.

Il responsabile di RallyOne Project ritiene infatti possibile arrivare alla fine dell’anno con una macchina capace di mostrare un livello prestazionale interessante e non esclude, almeno sul piano del potenziale, la possibilità di poter competere per risultati importanti.

Prima di parlare concretamente di vittorie, però, ci saranno 2.000 chilometri di test, l’omologazione e soprattutto la verifica dell’affidabilità.

Il primo vero esame arriverà quindi tra settembre e ottobre. Solo allora RallyOne Project saprà se il Rallye Monte-Carlo 2027 potrà realmente rappresentare il primo capitolo della sua avventura nel nuovo corso del World Rally Championship.

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