Giovane morto al Rally Il Ciocco, il perito: “Difetto alla ruota, l’incidente poteva essere evitato”
La perizia del GIP evidenzia un possibile difetto di fabbrica nelle colonnette della Peugeot 208 Rally4 e criticità nella gestione del pubblico. Rally Time: “Giustizia sì, ma nessuna responsabilità personale per organizzatori, apripista, pilota e preparatore”
Un difetto di progettazione della Peugeot 208 Rally4 e carenze nella gestione della sicurezza del pubblico lungo il percorso. Sono questi, secondo quanto riportato da Il Tirreno, i due profili di responsabilità principali emersi dalla perizia tecnica depositata nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Alessandro Valletta, il 22enne colpito da una ruota staccatasi da un’auto in gara durante la 47ª edizione del Rally de Il Ciocco, il 16 marzo 2024. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)
Valletta, che si trovava su un terrapieno a bordo strada, venne centrato in pieno volto dal pneumatico della Peugeot 208 Rally4 numero 49 guidata da Federico Gangi durante la prova speciale di Renaio. Il giovane morì due settimane dopo all’ospedale Cisanello di Pisa per le gravissime lesioni riportate.
La perizia: “Problema alle colonnette della ruota”
Come ricostruisce Il Tirreno, il perito nominato dal GIP Raffaella Poggi, l’ingegner Francesco Frendo – ordinario di progettazione meccanica all’Università di Pisa – ha depositato una relazione di oltre 100 pagine e illustrato il proprio lavoro con numerose slide in udienza.
Secondo Frendo, il primo profilo di responsabilità riguarda i costruttori e il reparto corse Peugeot. In particolare, la perizia evidenzierebbe un difetto nelle colonnette a piantaggio in acciaio (i perni che fissano le ruote al mozzo), che non avrebbero resistito adeguatamente alle alte temperature generate in gara.
Sempre secondo quanto riferisce Il Tirreno, questi componenti – montati sulle Peugeot 208 da competizione tra il 2021 e il 2024 – avrebbero già causato in passato altri distacchi di ruote, fortunatamente senza conseguenze per gli spettatori. Dopo l’incidente del Ciocco, le modifiche tecniche apportate avrebbero invece eliminato il problema, evitando nuovi episodi simili.
Per questo motivo risultano indagati anche i vertici del reparto corse Peugeot, tra cui Mayeul Tyl, responsabile Peugeot Citroën Racing Shop all’epoca della progettazione e produzione della 208 Rally4 (oggi direttore di Stellantis Racing Shop), e François Wales, direttore di Peugeot Sport.
“Su quel terrapieno non doveva esserci nessuno”
Il secondo profilo di responsabilità, sottolinea Il Tirreno, riguarda la sicurezza del percorso. Secondo il perito del giudice, la tragedia si sarebbe potuta evitare perché, in base alle norme di sicurezza ACI Sport, in quel punto e a quella distanza dalla strada non era consentita la presenza di pubblico.
Per questo motivo sono indagati, con l’accusa di omicidio colposo e stradale:
- Luciano Tedeschini, supervisore e responsabile sportivo e logistico per ACI Sport;
- Walter Robassa, direttore di gara del Rally de Il Ciocco 2024;
- Mauro Furlanetto, pilota apripista;
- Federico Gangi, pilota della Peugeot 208 che perse la ruota;
- Roberto Bertino, preparatore della vettura attraverso la sua officina;
- Diego Parodi, proprietario del team Gima Autosport, che gestiva la vettura.
Prossima udienza
Come riporta Il Tirreno, l’udienza è stata aggiornata al 4 maggio, quando saranno ascoltati i consulenti della difesa, che potrebbero anche sollevare alcune eccezioni procedurali.
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