Pisani rinuncia all’Europeo 2026: proposta Trofeo Lancia completa. Franzetti racconta a Rally Time cosa era previsto

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Il vincitore del Trofeo Lancia 2025 non accetta il programma ERC: Lancia aveva offerto un pacchetto tecnico ed economico completo. I dettagli spiegati da Lancia Corse HF

Eugenio Franzetti

Eugenio Franzetti

La decisione di Gianandrea Pisani di non accettare il programma nel Campionato Europeo Rally 2026, legato al premio per la vittoria del Trofeo Lancia 2025, ha acceso il dibattito tra addetti ai lavori e appassionati. Una scelta legittima sul piano sportivo e personale, che però va letta anche considerando lo sforzo organizzativo ed economico messo in campo dalla Casa torinese per accompagnare il proprio campione verso un percorso internazionale. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)

Il pilota ha spiegato di voler proseguire in continuità con la struttura che lo ha seguito nelle ultime due stagioni, il Lion Team Rally, privilegiando stabilità tecnica e ambiente di lavoro. Una linea comprensibile dal punto di vista umano e sportivo, che non ridimensiona tuttavia la portata della proposta costruita da Lancia Corse HF.

Abbiamo approfondito la vicenda con Eugenio Franzetti, direttore di Lancia Corse HF, e ci siamo fatti spiegare nel dettaglio cosa comprendesse la proposta offerta a Pisani per la stagione 2026, in qualità di vincitore del Trofeo Lancia 2025. Lo stesso Franzetti ci è parso rammaricato per il rifiuto di Pisani e ha spiegato di aver provato con successivi rilanci per favorire l’accettazione del programma. Secondo Lancia, Pisani nella scorsa stagione ha dimostrato di meritare sul campo quel posto nell’Europeo.

Una proposta ERC costruita per accompagnare il campione

La proposta iniziale formulata da Lancia per il programma nel Campionato Europeo Rally 2026 prevedeva un pacchetto completo di alto profilo. Erano incluse sei gare del campionato, sei sessioni di test pre-gara da quaranta chilometri ciascuna, la fornitura degli pneumatici per test e competizioni, una copertura danni fino a 15.000 euro e la possibilità per il pilota di mantenere visibilità ai propri sponsor personali sulle fiancate della vettura. Restavano a carico dell’equipaggio soltanto le spese di trasferta e le quote di iscrizione alle gare.

Dopo il primo rifiuto, Lancia Corse HF ha ulteriormente migliorato la proposta, eliminando anche i costi di iscrizione alle sei gare e lasciando al pilota soltanto l’onere delle trasferte. Nonostante questo ulteriore passo, la risposta è rimasta negativa. Come ultima soluzione è stato quindi proposto un pacchetto completamente incluso, trasferte comprese, rimodulato però su cinque gare invece di sei. Anche questa terza formulazione non è stata accettata.

La questione della gestione tecnica

Uno degli elementi che possono aver inciso sulla decisione riguarda la gestione sportiva della vettura nel programma europeo, che sarebbe stata affidata a FPF Sport. Pisani ha conquistato il Trofeo correndo con Lion Team Rally e la volontà di proseguire con la stessa struttura ha probabilmente avuto un peso determinante.

Dal lato Lancia, la scelta di FPF Sport risponde a una logica di filiera tecnica già avviata anche sul fronte nazionale, dove il team è coinvolto nel programma tricolore con la vettura affidata ad Andrea Crugnola insieme a Luca Beltrame. Una continuità tecnica che la Casa considera strategica per lo sviluppo del progetto sportivo, oltre al fatto che con FPF Sport avrebbe avuto sotto la stessa struttura altre due vetture nell’Europeo, una Rally2 e una Rally4, oltre naturalmente alla Rally4 di Pisani. Questo avrebbe comportato un’economia nelle spese di gestione del team, impegnato a seguire tre vetture sotto la stessa struttura anziché una sola. (Scopri la password dell’App Sportity dell’Albo Gara LINK)

Trofeo Lancia: premio reale, non simbolico

Questa vicenda conferma comunque un aspetto chiaro: il Trofeo Lancia è stato progettato come strumento reale di crescita e non come semplice operazione promozionale. Il premio messo a disposizione del vincitore rappresentava un vero programma internazionale, con chilometri, test, coperture economiche e struttura tecnica definiti.

La rinuncia di Pisani rientra nelle scelte sportive di un pilota e va rispettata, ma allo stesso tempo evidenzia come Lancia abbia tentato in più modi di rendere sostenibile e accessibile il percorso europeo. Il segnale che arriva dal marchio è forte: il ritorno alle corse passa da investimenti concreti e da programmi costruiti per portare i talenti oltre i confini nazionali.

“Adesso — ci racconta infine Franzetti — il testimone passa in mano al secondo classificato della serie monomarca, Davide Pesavento”. Per scoprire i dettagli ufficiali manca poco: la prossima settimana, ad A Racing Meeting, la manifestazione ideata da Miki Biasion, verranno presentati da Lancia i programmi ufficiali.

Ringraziamo il Direttore di Lancia Corse HF, Eugenio Franzetti, per la disponibilità nel raccontarci questa vicenda.

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