Rallye Monte-Carlo, allarme sicurezza spettatori: la FIA richiama i fan, “Non siamo più negli anni ’80”
Dopo gli episodi sulle prove speciali del Rallye Monte-Carlo, il delegato sicurezza FIA richiama il pubblico: comportamenti pericolosi di una minoranza hanno portato a bandiere rosse e interruzioni di gara. I piloti sostengono la linea dura
Elfyn Evans (GBR) Scott Martin (GBR)
Il tema sicurezza spettatori torna centrale dopo quanto accaduto nell’ultima edizione del Rallye Monte-Carlo. Il delegato sicurezza FIA per il mondiale rally, Nicolas Klinger, ha lanciato un duro richiamo ai tifosi a seguito di diversi comportamenti pericolosi registrati lungo le prove speciali, che hanno portato anche all’esposizione di bandiera rossa su due tratti cronometrati. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)
Pur non essendo state cancellate prove, alcune speciali sono state interrotte a causa della presenza di spettatori in posizioni ritenute non sicure. Una situazione che, secondo Klinger, non può più essere tollerata nel rally moderno.
Il richiamo FIA: “Non siamo più negli anni ’80”
Klinger, parlando ai media internazionali, ha sottolineato come certi atteggiamenti appartengano al passato: spettatori troppo vicini alla carreggiata, persone che invadono la sede stradale o si avvicinano alle vetture in corsa.
Il delegato sicurezza ha evidenziato che oggi i piloti non possono e non devono gestire situazioni del genere: la priorità è la guida, non evitare persone a pochi centimetri dalla traiettoria. Ha inoltre ribadito che la stragrande maggioranza del pubblico si comporta correttamente — circa il 95% — rispettando le aree spettatori predisposte.
Secondo Klinger, le responsabilità non ricadono sugli organizzatori, che hanno predisposto zone sicure e controllate, ma su quella minoranza che sceglie deliberatamente di ignorare le regole, innescando spesso comportamenti imitativi da parte di altri presenti. 👉 Il link per entrare nel gruppo whatsapp Rallye Monte-Carlo 2026 . LINK
Fumogeni, fuochi e folla troppo vicina: prove fermate
Tra gli episodi più critici segnalati c’è quello di una prova in cui nebbia, fumogeni e fuochi d’artificio hanno peggiorato drasticamente la visibilità. Dalle immagini onboard si vedevano spettatori sempre più vicini alla strada, con luci e torce puntate verso le vetture.
La speciale è stata interrotta proprio per il rischio diretto per il pubblico. Il delegato FIA ha spiegato che sarebbe bastata una traiettoria larga di pochi metri per investire più persone contemporaneamente.
Nel suo intervento ha citato anche l’uscita di strada di Oliver Solberg in una prova, come esempio concreto di quanto una vettura possa finire lontano dalla linea ideale, rendendo pericolosa qualunque posizione “al limite”.
Anche i piloti: “Serve buon senso individuale”
A sostenere il richiamo alla prudenza sono stati anche i protagonisti in abitacolo. Tra questi il vincitore morale della gara e secondo classificato, Elfyn Evans, che ha parlato apertamente di posizionamenti “senza buon senso” da parte di alcuni spettatori, specialmente in tratti in discesa, ghiacciati e già teatro di uscite di strada.
Il gallese ha riconosciuto la necessità di controlli e misure da parte di FIA e federazioni nazionali, ma ha ribadito che oltre un certo limite entra in gioco la responsabilità personale di ciascun tifoso. (Scopri la password dell’App Sportity dell’Albo Gara LINK)
In attesa della posizione dell’organizzatore
Per ora non è ancora arrivato un commento ufficiale da parte dell’Automobile Club de Monaco, ente organizzatore della gara. Il tema resta comunque centrale in ottica futura: la FIA e il campionato World Rally Championship stanno da tempo lavorando su protocolli sempre più rigidi per la gestione del pubblico.
Il messaggio emerso dal Monte-Carlo è chiaro: passione e spettacolo devono convivere con regole precise. Anche pochi comportamenti irresponsabili possono compromettere la sicurezza — e il futuro — dell’intero sport.
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