Dakar, accuse gravi nel paddock: “Motori sostituiti irregolarmente e controlli ignorati”

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Il pilota argentino racconta episodi contestati avvenuti durante la corsa e chiama in causa controlli e regolamenti: “Serve una Dakar più trasparente”

irregolarità alla Dakar

La Dakar, simbolo di sfida estrema e competizione contro il deserto, finisce al centro di una polemica destinata a far discutere. Il concorrente Manu Andújar ha reso pubblica una lunga e articolata denuncia, raccontando episodi che – se confermati – configurerebbero gravi violazioni del regolamento sportivo. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)

Secondo quanto riferito, già nelle prime fasi della gara il team avrebbe consegnato un veicolo non conforme alle aspettative. Ma l’episodio più grave sarebbe avvenuto nella sesta tappa, quando il pilota afferma di aver assistito alla sostituzione del motore di un’auto del team ufficiale Can-Am davanti a numerosi testimoni, un’operazione che il regolamento vieterebbe espressamente o che comporterebbe una penalità fino a 20 ore.

Dopo quell’episodio, sempre secondo il racconto, le prestazioni di uno dei piloti coinvolti sarebbero improvvisamente cambiate, con una serie di vittorie di tappa arrivate in modo inatteso. Alla richiesta di chiarimenti e di dichiarazione ufficiale del motore, la risposta del team sarebbe stata evasiva, negando di fatto l’accaduto.

Il concorrente afferma di aver presentato più volte reclamo agli ufficiali di gara, ricevendo rassicurazioni sull’analisi della situazione e sull’eventuale applicazione di sanzioni. Tuttavia, nei giorni successivi avrebbe notato ulteriori anomalie, come il riutilizzo di adesivi identificativi o la loro sostituzione con numerazioni differenti, sempre senza conseguenze sportive visibili. 👉 Il link per entrare nel gruppo whatsapp Rallye Monte-Carlo 2026 . LINK

La scelta di rendere pubblica la vicenda, spiega l’autore della denuncia, nasce da un profondo senso di delusione e dalla volontà di difendere i valori storici della Dakar: lealtà, sacrificio e competizione ad armi pari. Particolare attenzione viene posta anche alla tutela del marchio Can-Am, ritenuto estraneo alle responsabilità operative del team coinvolto.

Secondo il pilota, eventuali problemi di affidabilità tecnica dovrebbero essere affrontati nello sviluppo dei mezzi per le edizioni successive, non aggirati durante la gara. “Questo è lo spirito della Dakar”, sottolinea, auspicando che segnalazioni di questo tipo possano contribuire a evitare il ripetersi di simili episodi in futuro.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte degli organizzatori o dei team chiamati in causa. Resta ora da capire se queste accuse porteranno ad approfondimenti formali o a chiarimenti ufficiali, in una competizione che fa della credibilità sportiva uno dei suoi valori fondanti.

Le dichiarazioni riportate nell’articolo sono attribuite direttamente a Manu Andújar e provengono da un suo post pubblico sui social. Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dei team o degli organizzatori.

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