Primo tagliando Hyundai, quando la trasparenza dovrebbe essere di serie

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Un’esperienza poco chiara durante un semplice tagliando solleva dubbi su comunicazione, trasparenza e rispetto verso il cliente finale

Promozione primo tagliando Hyundai i10

Promozione primo tagliando Hyundai i10

Un episodio recente mi porta a condividere una riflessione che può essere utile a molti automobilisti, soprattutto a chi ha acquistato da poco un’auto nuova. La vicenda riguarda il primo tagliando di una Hyundai i20, acquistata da una mia parente circa un anno fa presso una concessionaria ufficiale Hyundai di un capoluogo di regione. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)

La vettura, che in dodici mesi ha percorso meno di 4.000 chilometri perché usata solo per brevi tragitti in città, doveva effettuare il primo tagliando. Dopo aver contattato la concessionaria dove era stata acquistata l’auto per fissare un appuntamento, scopro che la concessione ufficiale del marchio è nel frattempo passata a un’altra struttura, sempre in città.

Mi reco dunque presso la nuova sede ufficiale per informarmi, e vengo rassicurato: per mantenere valida la garanzia e utilizzare ricambi originali, è preferibile rivolgersi a loro. Sulla scrivania dell’accettazione trovo anche un volantino che pubblicizza un tagliando completo con cambio olio e filtro olio e 10 controlli al prezzo di 90 euro. Un’offerta decisamente interessante, che mi porta ad annullare il precedente appuntamento e a fissarne uno con il nuovo centro.

Il giorno fissato, al momento della presa in carico dell’auto, mi viene però comunicato un preventivo ben diverso: 250 euro. Chiedo spiegazioni e mi viene detto che, oltre ai normali interventi pubblicizzati, sarebbero stati aggiunti la sanificazione dell’abitacolo, la sostituzione del filtro antiparticolato e la pulizia degli iniettori. Faccio notare che la vettura ha appena 4.000 km e che, solo pochi giorni prima, mi era stata proposta la promozione da 90 euro.

Rinuncio quindi ai servizi aggiuntivi non richiesti (pulizia iniettori e sanificazione), e il prezzo scende a 180 euro. Domando come mai non venga applicata la promozione vista sul volantino, e mi viene risposto che non si riferisce ai primi tagliandi, ma solo a vetture più datate — informazione non specificata né nel materiale pubblicitario né dal personale durante la prima visita.

Decido comunque di lasciare l’auto. Al mio ritorno, al momento del pagamento, mi viene anticipato che riceverò una mail per esprimere la mia soddisfazione e mi viene suggerito di assegnare un punteggio tra 7 e 9 “se tutto è andato bene”. Rispondo con educazione che difficilmente esprimerò un giudizio positivo, per via della poca chiarezza sul prezzo e sulla promozione. Faccio notare che la pubblicità risulta ingannevole, e che dovrebbe essere corretta. Mi viene detto che sarà aggiornata, ma il volantino resta ancora esposto in bella vista.

Il consulente, dopo essersi consultato con un superiore, applica un ulteriore sconto portando il conto finale a 160 euro. Una riduzione sicuramente gradita, ma che ha avuto il sapore di un “contentino” dopo una gestione poco trasparente.

Ho scelto di raccontare questo episodio non per screditare qualcuno, ma perché situazioni del genere rischiano di minare la fiducia dei clienti, soprattutto quando si ha a che fare con un marchio ufficiale.

Il centro in questione rappresenta anche altri marchi importanti come Peugeot, Volkswagen, Škoda, Cupra, Citroën, DS e SEAT. In passato ho avuto modo di apprezzarne la professionalità. Ma quanto accaduto rappresenta, a mio avviso, una caduta di stile che sarebbe bene correggere. La trasparenza, soprattutto nel post-vendita, dovrebbe essere sempre al centro dell’esperienza cliente.

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