WRC Estonia, analisi a 360° della schiacciante vittoria di Solberg.
Analizziamo la vittoria schiacciante di Oliver Solberg per capire come è arrivata e cosa vuol dire per il futuro del giovane svedese
📸 Jaanus Ree / Red Bull Content Pool
Neanche nei migliori sogni di Solberg era possibile immaginare un week end così perfetto. Oliver in Estonia ha letteralmente dominato la gara dall’inizio alla fine. Prima della gara avevamo scritto che parte del suo futuro prossimo sarebbe passato da un buon risultato in Estonia e Solberg ha decisamente centrato il grande risultato. (Iscriviti gratuitamente al canale Telegram di Rally Time per ricevere le notizie sul tuo telefono in tempo reale LINK)
Questa vittoria è un macigno di potere nelle trattative che intavoleranno Solberg e Toyota sui prossimi round e sopratutto sul contratto 2026 con il team che dovrà prendere decisioni sotto pressione visti i risultati del duo Katsuta-Pajari. Ma intanto, dati i fatti, è molto facile che rivedremo Solberg sulla GR Yaris Rally1 in uno dei rally che Ogier non farà dopo la Finlandia, probabilmente tra Cile e Paraguay.
Il week end di Solberg è stato tutto impressionante ma la mentalità che ha mostrato è probabilmente la cosa più sorprendente: partito con l’obiettivo di finire la gara senza fare danni, si è ritrovato primo già dopo la SS2 con in tasca la prima prova speciale vinta in carriera nel WRC. In totale ha vinto 9 prove speciali su 20, ha concluso 18 prove speciali nelle prime tre posizioni ma le altre due erano prove spettacolo in cui non ha perso assolutamente nulla arrivando rispettivamente settimo e undicesimo. Di particolare interesse è il loop di sabato mattina in cui Oliver ha mostrato di essere mentalmente su un altro livello: dopo la giornata stupefacente di venerdì era logico aspettarsi che avrebbe peggiorato la performance rispetto a Tanak che invece, partendo nelle sue stesse condizioni, poteva ricucire parte dello svantaggio accumulato. Ma sabato mattina non c’è stato nulla da fare, Oliver ha messo a referto 3 vittorie di prove speciali nelle 4 in programma. Una sentenza. Domenica è arrivata la pioggia, le condizioni sono cambiate, Oliver era leader e sentiva che la vittoria era sempre più vicina con un gap di oltre 20 secondi che essendo su un rally veloce è sempre un’arma a doppio taglio: impossibile essere ripresi ma vale zero se si commette un errore. Eppure anche così, Solberg non ha sbagliato. Ha saputo gestire la pressione in maniera perfetta, non ha commesso il minimo errore nonostante dietro di lui i due Hyundai spingessero forte per riprenderlo. Non c’è stato nulla da fare per nessuno, Oliver era imprendibile.
Se compariamo il suo risultato con quello dei compagni di squadra otteniamo una situazione alquanto impietosa. Rovanpera è arrivato quarto a 55 secondi, Evans sesto a 1 minuto e 43 secondi, Pajari settimo a quasi 3 minuti, Katsuta sabato sera era oltre al minuto prima di ritirarsi domenica mattina per un guasto meccanico. Solberg ne ha avute più di tutti, ma tecnicamente quali possono essere le motivazioni di questo dominio così netto ? Possiamo individuare 3 fattori che sicuramente hanno avuto un’influenza:
- Condizioni “familiari”: da quando Solberg ha iniziato a fare i primi rally (2017) ha sempre corso almeno una volta l’anno in Estonia. Ha fatto tutte le edizioni valide per il WRC più eventi nazionali come il Louna Eesti Ralli e il Saarema Rally. Essendo scandinavo è cresciuto su queste strade e conosce perfettamente le condizioni delle prove speciali.
- Gomme e assetto: il vero punto nevralgico di questa prima parte della stagione. Sappiamo benissimo che chi riesce a trovare il giusto compromesso fra assetto e gomme per far funzionare queste nella loro finestra ideale, ottiene un vantaggio prestazione non indifferente. A Solberg potrebbe essere riuscita questa messa a punto ideale che sarebbe confermata dal fatto che non ha modificato l’assetto per le prime due giornate (sue parole) per poi fare ovvie modifiche dovute all’arrivo dell’acqua nella giornata di domenica. Potrebbe avere ottenuto quel fattore di intoccabilità che ebbe anche Rovanpera alle Canarie ma che in Estonia è riuscita a trovarle solo a lui dentro al team.
- Posizione di partenza: Solberg venerdì partiva ottavo mentre Tanak secondo. L’effetto pulizia si riflette nei tempi in questo modo: dopo la giornata di venerdì ha guadagnato 12 secondi su Tanak, mentre ne ha guadagnati 9 sabato e 5 domenica (ma Ott aveva alzato il piede nella penultima prova per salvare gomme in ottica Power Stage).
Questi 3 aspetti hanno sicuramente avuto un’influenza sul dominio di Solberg ma non vanno certamente ad intaccare quanto fatto dal figlio d’arte che ha vinto la sua prima gara con un enorme merito scrivendo una bellissima storia di Motorsport.
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